Sabato 27 Febbraio 2010

Da Gaber a Brel, Casale al Sociale
in favore di Emergency

Più passa il tempo, più la società si imbarbarisce, più si avverte la mancanza di una mente lucida come quella di Giorgio Gaber, di uno sguardo anarchico come quello di Fabrizio De André, di un maestro che ha ispirato entrambi come il grande, e mai abbastanza apprezzato in Italia, Jacques Brel. Fortunatamente esistono ancora artisti come Giulio Casale, un passato da cantautore rock con gli Estra, oggi testimone di questi grandi artisti ma anche firma preziosa di brani che sanno inserirsi in questa tradizione che mescola poesia e invettiva, ironia e elegia.
Accompagnato dal chitarrista Lorenzo Corti approderà in Teatro Sociale il prossimo 10 marzo per uno spettacolo “nel quale musica, teatro e letteratura si fondono e si rincorrono”: «Giulio Casale canta Gaber, De André, Brel e...
se stesso». Un evento benefico organizzato dall'Associazione Silvano Saladino - Onlus: il ricavato della serata sarà destinato alla gestione del presidio medico di Darband, allestito da Emergency nella valle del Panshi, Afganistan, ed edificato grazie al finanziamento del sodalizio comasco. La scelta di quest'anno è caduta su un artista unico nel panorama nazionale, un intellettuale prestato al mondo della musica leggera, un coraggioso che non ha avuto paura di riprendere il percorso del “teatro canzone” portando in scena quel “Polli di allevamento” che fu, indubbiamente, il più controverso e avventuroso degli spettacoli allestiti da Gaber e Luporini, autori che Casale ha affrontato anche dal punto di vista letterario nel volume “Se ci fosse un uomo. Gli anni affollati del signor Gaber”. Come accade per un altro autore e interprete che sembra impossibile affrontare senza rimpiangere l'originale, ovvero Dario Fo, anche il Signor G rischia di sopravvivere solo grazie ai dischi e alle belle iniziative editoriali della fondazione che gli è stata intitolata. Operazioni meravigliose ma occorre tornare al teatro. Casale, che un tempo si faceva chiamare “Estremo”, si è scrollato di dosso i pesanti paragoni con l'originale, ha restituito vitalità a quelle opere proseguendo poi con “Formidabili quegli anni” e con il recente “La canzone di Nanda”, dedicato alla Pivano dove, tra gli altri, ha riletto “Faber”. Studiando Gaber è impossibile non incrociare anche Brel, un modello indubbio per l'artista che voleva lasciarsi alle spalle l'allegro disimpegno della “Torpedo blu” per trasformarsi in un cantattore di razza, quello che oggi è diventato Giulio Casale. Biglietti a 30 euro, info: 031/26.80.02; 338/600.40.19; 338/81.61.552; 335/65.04.889; 335/60.56.769.

Alessio Brunialti

b.faverio

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