Mercoledì 03 Marzo 2010

Erba, divide il piano del territorio:
"Soldi buttati". "Solo invidia"

ERBA - Trent'anni che se ne parla. E gli ultimi tre, in particolare, in un crescendo. Eppure, il piano di governo del territorio non è ancora in vigore. Questa, con la prima fase di deposito e (parziale) diffusione sembra la volta buona. Ma sembrava la volta buona anche quasi tre anni fa, quando la giunta di Enrico Ghioni lo portò in adozione nelle fasi finali del suo mandato. Salvo poi venir revocato dal sindaco Marcella Tili per i veti arrivati dalla Provincia.
Lo scontro politico principale, attualmente, si consuma ancora tutto su questo fronte.
I rappresentanti della passata amministrazione, ora all'opposizione, criticano molte delle scelte fatte in quell'ambito dal centrodestra e puntano il dito contro le ricadute negative che si starebbero verificando ora.
«E' stato tutto inutile – afferma il capogruppo del Pd, Michele Spagnuolo – Questi quasi tre anni di attesa e rallentamenti sono stati spesi senza senso. Oggi vediamo ritornare un Pgt simile quasi in tutto a quello redatto dalla passata amministrazione e modificato per pochissime linee. Questo vuol dire che quasi tutto il lavoro fatto in passato dal centrosinistra era valido e poteva non essere buttato al vento. Le osservazioni fatte dalla Provincia potevano essere acquisite da quello stesso documento, senza bisogno di revocarlo. Fu invece quella la strada intrapresa dal sindaco, solo per affermare un diritto di appartenenza che in realtà le spetta solo parzialmente. Così non avrebbe fatto spendere alla comunità i 180 mila euro che sono serviti per la riedizione del Pgt».
L'amministrazione rivendica la sua capacità di autorappresentarsi attraverso il Pgt  e non lascia cadere le critiche di Spagnuolo.
«Quel primo documento andava revocato – afferma Marcella Tili – perché la passata amministrazione con poca responsabilità aveva proposto un Pgt incompleto e difettoso. E di questo se ne è accorta subito la Provincia che ha dato il suo parere negativo. Ci vedo un po' di invidia in questo gioco all'attacco; forse perché siamo riusciti a fare qualcosa che altri non hanno avuto la capacità di fare. Questo progetto ha una forte identità ed è ispirato a linee guida che si discostano da quelle scelte dalla passata amministrazione".

m.schiani

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