Martedì 09 Marzo 2010

Voto Regione: tasse, credito e lavoro
Ecco le richieste degli industriali

L'emergenza lavoro, la disoccupazione, il taglio del fisco a partire dall'Irap, fino ad arrivare alla formazione (con il suggerimento di un nuovo modello definito «4L», Life-long learning lombardo), alla ricerca, a un nuovo sostegno per l'accesso al credito, a una politica sull'energia per il contenimento dei costi. E naturalmente guardando ai nuovi mercati per sfidare i quali occorre oggi un sostegno all'internazionalizzazione delle aziende lombarde. Il tutto non può prescindere, condizione quasi indispensabile, da un adeguamento dell'accessibbilità al territorio, al sostegno della domanda di mobilità delle aziende e, a questo punto diventa la priorità, una razionalizzazione degli aeroporti del Nord Italia.

Gli industriali comaschi e lombardi oggi presentaranno un documento di 23 pagine ai candidati scesi in campo per la presidenza della Regione Lombardia. Un appuntamento amministrativo che, nelle attese di Confidustria Lombardia (16mila imprese, con oltre 750mila dipendenti), dovrebbe «definire la Regione come modello per l'intero Paese», una regione al quarto posto per valore aggiunto nell'industria, con un settimo della popolazione nazionale, che realizza un terzo dell'export italiano e che produce da sola beni per un valore equivalente alla somma delle altre 6 regioni del Nord. Ma il dato di partenza è chiaro: il 2010 sarà un anno difficile, e il sistema produttivo lombardo esce da un anno di crisi pesantissimo.

La riduzione dei costi, la selezione degli investimenti e l'utilizzo del sistema di ammortizzatori sociali e creditizi ha permesso di limitare i danni ma, «per ricominciare a crescere, saranno necessari ancora molti mesi». Con una precisazione: le elezioni regionali hanno perso da tempo i caratteri di evento locale, il ruolo della Regione è diventato strategico per fissare le condizioni di crescita e benessere. Per questo le imprese lombarde chiedono al nuovo governo «un'interpretazione ancor più avanzata e innovativa delle sue stesse competenze».

Innovazione come semplificazione, federalismo fiscale, infrastrutture materiali e immateriali. Gli imprenditori si aspettano che il territorio torni ad essere un polo di attrazione dei flussi di conoscenze e di investimento a livello internazionale. E l'investimento che gli imprenditori mettono subito sul tavolo è nei confronti del capitale umano delle loro imprese, partendo da un modello basato su 4 momenti formativi: l'orientamento per i giovani a scegliere il percorso coerente, il pre-inserimento (corsi brevi), la formazione iniziale in azienda e la formazione continua per il personale già occupato in azienda. Ma per il 2010 sarà difficile per l'occupazione. «È indispensabile - sottolinea Confindustria - mantenere lo spirito di coesione sociale che finora ha caratterizzato il nostro territorio. L'accordo sugli ammortizzatori in deroga è stato uno strumento importante, e occorrerà monitorare attentamente la situazione ed intervenire rapidamente qualora si rendesse necessaria la proroga degli ammortizzatori sociali».

E allora tasse e fisco sono fondamentali per aumentare la competitività e agganciare la ripresa: significativa riduzione del cuneo contributivo e fiscale. «L'aumento annuo del costo del lavoro - denunciano gli industriali - è, per l'Italia, superiore a quello degli altri paesi europei, così si perde competitività. Riteniamo necessario che Regione Lombardia si faccia portavoce di tale esigenza con il governo, valutando inoltre la riduzione della quota Irap di sua competenza». Ma fre le priorità delle imprese restano un capitale adeguato e la disponibilità di credito a costi e tempi ragionevoli. se ripresa ci sarà, è prevedibile un aumento della domanda di finanziamenti. La richiesta: «Le banche potrebbero essere riluttanti a sostenere imprese rese più fragili dalla crisi. È dunque fondamentale favorire in ogni modo l'accesso al credito».

s.casiraghi

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