Martedì 16 Marzo 2010

Bus con la gomma tagliata:
punito l'autista che non lo guida

CANTU' Per Asf, l'autobus con lo pneumatico danneggiato poteva circolare. Per l'autista, no. E siccome non ha voluto guidare il mezzo con la gomma tagliata, si è visto sottrarre tre ore di retribuzione dalla busta paga. Mauro Miozzo, conducente Asf e referente Slai Cobas – 49 anni, di Mariano, ventuno passati al volante – ha deciso di rendere pubblica la sua vicenda. «Non me la sentivo di trasportare nessuno, con il pullman in quelle condizioni – racconta – non è per i 36 euro in meno in busta paga, ma per una questione di principio. Adesso sono intenzionato ad andare in fondo a questa storia, con una causa di lavoro».  Pochi giorni fa, l'autista si è presentato alla direzione provinciale del lavoro di Como, davanti alla commissione che si occupa delle controversie individuali. La controparte non c'era. «Assente il convenuto Asf: la commissione rileva l'impossibilità di discutere la controversia», la conclusione della commissione.  Il batti e ribatti ha inizio il 20 maggio dell'anno scorso. Al deposito di Cantù, in via Mazzini, Miozzo si presenta alle 6 del mattino. L'autista dovrebbe salire sul bus numero 2351. Destinato, da lì a pochi minuti, a circolare come C-86, linea Cantù-Anzano-Erba.  «Una gomma del bus era tagliata – racconta l'autista – forse, è arrivata così dopo uno dei servizi precedenti. Io, a quell'ora, avrei portato in giro anche degli studenti. Ma dato che la responsabilità penale, in caso di incidente, sarebbe stata mia, ho preferito rifiutare. Ho chiesto un'altra vettura». Richiesta esaudita: Miozzo è salito su un altro autobus, ed è partito. Ma nove giorni dopo, Asf gli scrive chiedendo chiarimento: «Il responsabile di officina ha confermato che la vettura poteva essere impiegata senza nessun pericolo», la tesi dell'azienda. Miozzo risponde: «Non mi risulta che il responsabile a quell'ora fosse in servizio. E se la gomma poteva essere impiegata senza pericolo, perché è stata immediatamente sostituita il giorno stesso?». Morale, l'azienda contesta al dipendente un comportamento non legittimo, e gli detrae tre ore dallo stipendio. Asf Autolinee ribadisce la sua posizione. «Dopo accurate verifiche – afferma – l'azienda ha stabilito che il veicolo era in grado di circolare. L'obiettivo primario dell'azienda è di garantire un trasporto sicuro ai passeggeri».

f.angelini

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