Mercoledì 17 Marzo 2010

L'assessore perde la causa
Il parcheggio va spostato

MONTORFANO Con i tempi piuttosto lunghi della giustizia civile, si è chiuso a Como il processo intentato tre anni fa contro l'impresa florovivaistica dell'ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Montorfano Stefano Mondelli, accusato da una vicina - la signora Sonia Torresan - di avere commesso una serie di abusi su un terreno in via per Albese.
Mondelli, che nel giugno del 2002 aveva presentato una richiesta di concessione per «ampliamento di serre e costruzione di deposito» (la richiesta seguì un percorso piuttosto travagliato), finì poi per realizzare - tra gli altri numerosi manufatti - anche un muro di un metro e mezzo d'altezza, ponendolo a ridosso delle proprietà confinanti per sostenere un parcheggio sopraelevato (nella foto). Con quest'ultima sentenza iltribunale lo ha condannato a spostare muro e terrapieno a una distanza minima dalla linea di confine di 5 metri, e a pagare tutte le spese del giudizio. Non solo, però: a Montorfano si torna anche a discutere della cosiddetta «terza variante», lo strumento con cui l'amministrazione consentì, di fatto, le modifiche apportate sul terreno di via per Albese, rendendo edificabili, caso più unico che raro, i terreni agricoli. Contro di essa pende un ricorso presentato al Tar da due privati cittadini e da tutti i consiglieri di minoranza.Fu adottata dal consiglio nel novembre del 2008, con il voto favorevole dell'allora assessore Mondelli che - pur riguardando il provvedimento anche terreni di sua proprietà - scelse di non astenersi, ma è anche finita al centro di un procedimento penale nel cui contesto la procura si è rivolta a un consulente tecnico, l'architetto cernobbiese Giovanni Franchi. Nella sua relazione Franchi scriveva che la terza variante è «non ammissibile». Rilevava che, introducendo la possibilità di realizzare le recinzioni murarie dei fondi agricoli, essa modificava «totalmente i principi di base delle norme vigenti (...), andando a vanificare i contenuti di valenza paesistica (della legge, ndr)». Non solo: il consulente tecnico della Procura puntava il dito proprio contro il muro di via per Albese, nei terreni di Mondelli, e contro il fatto che l'amministrazione gli avesse concesso di realizzarlo disapplicando la legge: «Tale aspetto - scriveva Franchi - pone anche dubbi sulla legittimità della delibera di adozione della terza variante relativamente al voto favorevole espresso dallo stesso signor Mondelli, ai tempi assessore in carica e proprietario di immobili in oggetto della stessa variante, e dunque con un indubbio interesse patrimoniale».
Ora, non resta che aspettare gli effetti del ricorso al Tar e quelli della sentenza civile.

f.angelini

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