Lunedì 22 Marzo 2010

Fino: comune alle prese
con i derivati da disinvestire

FINO MORNASCO Interrompere subito per limitare le perdite. È il consiglio che lo studio legale Loiacono e associati, che si occupa di diritto bancario e finanziario con sede a Milano, dà al Comune di Fino Mornasco sulla vicenda dei titoli finanziari derivati acquistati dal Comune. Basandosi su un'analisi svolta dalla società di consulenza Brady Italia srl, in cui si stabilisce che «il Comune può realisticamente perdere oltre 1,2 milioni di euro» se porterà l'operazione swap alla scadenza naturale del 31 dicembre 2020, il parere è perentorio: «La Brady e il nostro studio ritengono che la priorità del Comune debba essere quella di svincolarsi dall'operazione». Interrompere i contratti prima del tempo, porta inevitabilmente con sé una penalizzazione, che in questo caso, però, viene indicata come un male minore e necessario. Nel documento inviato a Villa Mambretti, infatti, la Loiacono e associati, quantifica la recessione unilaterale dal contratto in 170mila euro, calcolati sempre dalla Brady Italia. Il sindaco Paolo Mazzola, che ha sottoscritto gli swap nel 2003, è oggi è assessore al bilancio e, come già fatto in precedenza, temporeggia su una possibile decisione: «Stiamo valutando le varie situazioni, ma decidere se uscire o meno dipenderà dal differenziale da pagare alla banca. Finora, anche se di poco, il Comune ci ha guadagnato, ma servono attente valutazioni. Certo, allo stato attuale non conviene arrivare fino in fondo perché i tassi d'interesse sono bassi». Tanto per capire, gli swap sottoscritti dal Comune di Fino Mornasco porterebbero una rendita con tassi d'interesse più alti.

f.angelini

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