Lunedì 22 Marzo 2010

Giù i pini marittimi
Polemica a Gravedona

GRAVEDONA I due pini marittimi del lungolago dinanzi a piazza Mazzini sono stati abbattuti. In contemporanea sono stati tagliati al piede anche altri cinque alberi della stessa specie situati, sempre a lago, dinanzi alla sede dell'associazione velica Aval. La scomparsa dei primi due, in particolare, non è passata inosservata e una residente, Barbara Falzinella, annuncia battaglia: «L'amministrazione comunale non ha per nulla a cuore il verde e sta progressivamente distruggendo un patrimonio pubblico senza alcun motivo valido». I riferimenti sono ai numerosi pini abbattuti negli anni scorsi dinanzi all'edificio ex Canossiane, poi al sacrificio di platani e pini nell'ambito dei lavori di rifacimento dei lavori di piazza Trieste e, infine, al taglio di due alberi secolari che facevano ombra alla scuola elementare. «Per piazza Trieste è stato pensato un progetto di riqualificazione che imponeva il taglio di alcuni degli alberi presenti - interviene il sindaco, Fiorenzo Bongiasca - mentre negli altri casi l'abbattimento si è rivelato indispensabile a causa di malattie, proprio come accaduto ora per i pini davanti all'Aval: una perizia affidata ai tecnici della fondazione Minoprio ha rilevato l'impossibilità di preservarli. Diverso il discorso per i due pini marittimi in fondo al lungolago: sono in corso i lavori di riqualificazione della passeggiata, che ora proseguono lungo la salita verso Palazzo Gallio, e i rilievi compiuti hanno permesso di individuare come, in seguito alla spinta delle radici dei due alberi, quel tratto di lungolago risultasse addirittura a rischio di cedimento. Abbiamo chiesto e ottenuto l'autorizzazione al taglio - aggiunge il primo cittadino - e provvederemo a piantare nuove essenze».

f.angelini

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