Bombe contro le "disco":
opera di professionisti

Erba: le indagini sugli attentati contro il "Modà" e il "Lady Caramel". Gli ordigni avevano un potenziale esplosivo veramente elevato e sono stati realizzati da chi sapeva perfettamente quello che stava facendo in quanto hanno causato almeno 100mila euro di danni

ERBA Non si presentano per nulla facili e, di conseguenza, non saranno neppure brevi le indagini dei carabinieri della caserma di Erba per cercare di risalire agli autori del pesantissimo raid dell'altra notte contro le discoteche "Modà" e "Lady Craramel". Quel che è stato possibile accertare è che ad agire è stata sicuramente una banda di professionisti, l'ipotesi ragazzata è stata subito esclusa. Chi ha colpito si è premurato di rubare un'auto, una Lancia Y10 a Ronago, e poi a "lavoro" concluso, di bruciarla in un parcheggio a Merone per cancellare le prove. Le bombe carta dovevano avere un potenziale esplosivo veramente elevato, ordigni realizzati in modo rudimentale ma da chi sapeva perfettamente quello che stava facendo in quanto hanno causato almeno 100mila euro di danni agli ingressi delle discoteche.  La notte degli attentati ha visto entrare nel mirino il Modà a il Lady Caramel ma non il terzo locale della movida erbese, il Primatist. Secondo gli inquirenti ci sarebbe però una spiegazione logistica che avrebbe comunque reso molto difficile, se non impossibile, colpire tutte e tre i locali in una volta sola. Uno dei motivi è il particolare che l'ingresso del Primatist si trova al terzo piano e quindi molto difficile da raggiungere a piedi per depositare la bomba carta. Non ci sarebbero dunque stati i tempi tecnici per gli attentatori di colpire e fuggire senza rischiare di essere intercettati dai carabinieri, intervenuti dopo una manciata di minuti in via Milano.
A rendere le indagini particolarmente difficili anche il fatto che in quella zona della città, molto periferica, non si trovano telecamere. Per venerdì sera i locali dovrebbero riaprire.

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