Domenica 11 Aprile 2010

A Como meno pensioni
e le donne già penalizzate

COMO - Diminuiscono le pensioni, perché s'allunga l'età lavorativa e ogni anno se ne aggiunge un pezzettino, per raggiungere la «quota» dell'anzianità, 95 nel 2010 e l'anno prossimo 96. La quota è composta dall'età anagrafica e dall'età contributiva: sessanta compleanni e 35 anni di contributi, per esempio, oppure 58 più 37. Si vive di più, si deve lavorare più a lungo per sostenere il sistema, dicono e c'è chi si augura che lo dicano soltanto, non pensino neppure di trovare qualche altro meccanismo. Già è stato escogitato nel settore pubblico: gradualmente, anche le donne andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni; per il settore privato, è ancora a 60, ma chissà fino a quando e c'è già chi cinguetta di tirarlo in là ancora un po'. E non volontariamente. I dati dicono che in provincia di Como le nuove pensioni di vecchiaia furono 2.898 nel 2007; nel 2008, furono 2.375 e nel 2009 diminuirono ulteriormente del 13,73%, attestandosi a 2.500. Ancora più consistente il calo delle nuove pensioni di anzianità: 3.559 nel 2007; calo del 26% nel 2008, fino a 2.634 e crollo del 38,66% nel 2009, quando furono 2.183. Complessivamente, considerando la somma di vecchiaia più anzianità, se furono 6.457 le nuove pensioni nel 2007, nel 2008 furono 5.009 e l'anno scorso 4.683, una flessione, rispettivamente, del 22,43% e del 27,47%. Vuol dire che uno su tre in più sta al lavoro, rispetto al 2007. Al lavoro, se c'è, dal momento che sono in forte crescita i dati sulla disoccupazione.
Complessivamente, le pensioni di anzianità e vecchiaia erogate ai lavoratori dipendenti nel 2009 sono state 122.563, di cui 77.670 alle donne e l'importo medio è di 914, 92 euro mensili. Ma c'è una differenza consistente tra gli importi erogati agli uomini e quelli erogati alle donne: 1.358 euro ai primi e 658 euro alle seconde

m.schiani

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