Domenica 11 Aprile 2010

L'avevano ridotta in schiavitù
Fa arrestare padre e marito

COMO Ha il volto di un'agente in borghese, il risveglio di Fatima dall'incubo di una vita da schiava. Segregata, maltrattata e, infine, violentata per anni. Fino a quando la giovane, oggi diciottenne, non ha deciso di spezzare la sorte scritta da altri bussando alle porte degli uffici della squadra mobile di Como. La polizia ha fatto scattare le manette ai polsi di un uomo di 54 anni e di un 36enne (di cui omettiamo i nomi esclusivamente per tutelare l'identità della vittima), entrambi di nazionalità marocchina, ma residenti da anni in città. Sono accusati di violenza privata, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale ai danni di Fatima, ovvero la vittima degli abusi del padre e del marito che la famiglia aveva scelto per lei. Sembra una storia riesumata da un altro mondo e un altro tempo, in cui il solo fatto di nascere donna cancella i tuoi diritti, quella raccontata dagli atti d'inchiesta della sezione contro le violenze sulle donne della squadra mobile di Como. Una storia il cui resoconto agli investigatori risale a una gelida mattinata di gennaio, quando Fatima (il nome è ovviamente di fantasia) si è presentata in Questura per chiedere aiuto. Spaventata, la giovane ha iniziato faticosamente a ripercorrere anni di maltrattamenti subiti prima dai genitori e, successivamente, dal "marito" (il matrimonio, solo religioso, non è mai stato registrato civilmente).  L'incubo è cominciato quando, poco prima dell'adolescenza, la ragazza è stata obbligata ad abbandonare la scuola e, con questa, le amiche. Da quel momento la vita di Fatima s'è fatta botte prima, abusi sessuali poco dopo. Il padre - ha raccontato la giovane - la picchiava e la seviziava. E le cose erano forse peggiorate quando i genitori le avevano trovato marito, che lei era ancora minorenne. Le violenze fisiche sono proseguite. E, con queste, anche quelle sessuali. Fino a quando la giovane s'è ribellata a quel destino barbaro, è fuggita e ha trovato rifugio e protezione negli uffici della polizia. Mesi dopo, il suo racconto s'è fatto ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle udienze preliminari ed eseguita dagli uomini della squadra mobile, che hanno chiuso in carcere il padre e il marito. Intanto Fatima ora prova a rifarsi un'esistenza, protetta in un centro di accoglienza lontano da Como.

f.angelini

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