Giovedì 15 Aprile 2010

Olgiate: la Sisme ora rischia
di perdere un altro pezzo

OLGIATE COMASCO Si avanza l'ipotesi di spostamento della produzione di un altro motore Sisme, questa volta in Cina, con il rischio di perdere ulteriori trenta posti di lavoro. Dall'azienda di Olgiate Comasco produttrice di motori elettrici si rincorrono ormai con insistenza le voci di delocalizzazione ulteriore, dopo quella in Slovacchia, con una già concreta indicazione di spostare la produzione di un motore verso la Cina su richiesta di un cliente. «Da parte dell'azienda ci è stata avanzata l'ipotesi di spostare la produzione di uno dei motori verso la Cina, per motivi di costo su pressione di un cliente - spiega il segretario provinciale di Fim Cisl Alberto Zappa -. Una eventualità di questo tipo porterebbe ad una perdita, possibile, di ulteriori trenta posti ad Olgiate Comasco. Una situazione a cui non intendiamo arrivare».  La conferma, seppur più generica, arriva anche da Giuseppe Donghi di Fiom Cgil: «Non ufficialmente, ma da tempo si ventila lo spostamento di parte della produzione verso altri paesi, io posso dire che da Olgiate per quanto ci riguarda non si sposterà neppure un bullone». 
In proposito anche la nuova Rsu dell'azienda in un comunicato pone l'accento sul problema, chiedendo un chiarimento e di procrastinare ogni decisione dopo l'incontro di fine aprile: «La situazione molto critica e le prospettive di incertezza impongono un cambio di passo e una chiarezza negli obiettivi che dobbiamo realizzare - spiega l'Rsu Sisme -. La preoccupazione fra i lavoratori e le lavoratrici è alta e pertanto occorrono in tempi brevi risposte chiare e precise. S'invita l'azienda a sospendere qualsivoglia attività in tal senso in attesa dell'incontro del 29 aprile 2010. Diversamente sarà convocata con urgenza una assemblea e saranno programmate idonee iniziative. Non è in discussione l'impegno assunto dall'azienda con l'accordo per la gestione della delocalizzazione che di fatto sta funzionando. Per la Rsu non è più possibile attendere gli eventi. Serve verificare  con chiarezza la strategia del gruppo dirigente».
Un incontro, il prossimo, che sarà certamente caldo
La Sisme vede in cassa ordinaria 600 dipendenti per circa quattro giorni al mese, in cassa straordinaria un centinaio di lavoratori, scadenza a gennaio, e una mobilità volontaria aperta per 170.

f.angelini

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