Domenica 18 Aprile 2010

Ha compiuto un anno il bimbo
che non respira nel sonno

FINO MORNASCO - «Un paio di giorni fa mi sono fatta coraggio e ho portato Matteo e Giada al parco comunale di Fino Mornasco. Li ho messi entrambi sulle altalene e mi sono seduta di fronte a loro. Non mi sembrava vero, ho pensato "ecco qua, finalmente"». È uno degli episodi che racconta Cristina Botta, la mamma del piccolo Matteo Cappelletti, affetto dalla sindrome da ipoventilazione centrale congenita, detta più comunemente "sindrome di Ondine". Diagnosticatagli alla nascita, in tempi record, all'ospedale Valduce di Como, questa malattia rara impedisce a chi ne è affetto di respirare autonomamente durante il sonno, costringendoli all'uso di ventilatori meccanici. Senza questi apparecchi, infatti, l'organismo non si regola in maniera adeguata durante il sonno, portando il soggetto a smettere quasi di respirare, con ovvie conseguenze.
Venerdì Matteo ha festeggiato il suo primo compleanno, tra palloncini colorati, dolci, amici e parenti. Un momento di relax anche per i genitori, che sono sempre costretti a vigilare con attenzione il loro secondogenito. Dopo un periodo iniziale di difficoltà, ad apprendere i metodi corretti per curarlo, e di apprensione, per non potersi permettere il minimo errore, Cristina e Luigi oggi conducono una vita quasi regolare.
«Va sempre meglio, un po' perché noi siamo sempre più pratici e un po' perché Matteo dorme meno - sorride il papà - C'era un po' di preoccupazione per l'inverno, perché eventuali raffreddori avrebbero ostruito le vie respiratorie, peggiorando la situazione. Ne ha presi, ma abbiamo imparato subito le contromosse. Certo, ci è toccato svegliarci anche quindici volte per notte, ma ormai è passata anche questa».

m.schiani

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