Martedì 27 Aprile 2010

Cernobbio: il festival
diventa caso politico

CERNOBBIO La spinosa questione del Festival città di Cernobbio martedì sera finisce in consiglio comunale e finalmente i cittadini, al di là delle diatribe insorte tra il sindaco Simona Saladini e il già direttore artistico Enrica Ciccarelli, potranno sapere come stanno veramente le cose nella prospettiva della seconda edizione che dovrebbe svolgersi dal 17 al 28 luglio. Si potrà conoscere quanto è costata la manifestazione dell'anno scorso, tra alti e bassi, caratterizzata dal clamoroso abbandono del palco allestito in Riva da parte del violista Uto Ughi, decisione poi rientrata nel corso di una serata turbata dal vento e compromessa dagli allestimenti all'aperto con dispersione dei suoni. Il problema è di sapere con la necessaria chiarezza quanto costa la manifestazione, quanto viene corrisposto agli artisti, chi paga, a quanto ammonta la partecipazione del comune con denaro attinto dal bilancio. Con un chiarimento sul riscontro in termini di presenze, tenendo conto dei dati non resi noti al termine dell'edizione dell'anno scorso. A sollevare il coperchio su una questione che finora è stata confinata alle prese di posizione delle due protagoniste, ci ha pensato il gruppo di minoranza «Progetto Cernobbio» con un'interrogazione iscritta all'ordine del giorno della sessione consiliare. I consiglieri Irene Fossati, Anna Secchi, Eleonora Galli, Felice Bianchi, Domenico Zumbé vogliono soprattutto sapere per quali ragioni la manifestazione pomposamente presentata lo scorso febbraio alla Borsa internazionale del turismo a Milano nell'ambito dello stand dell'amministrazione provinciale, nel giro di pochi mesi dagli altari della Fiera di Milano sia finita nella polvere delle polemiche.
Eppure nella domenica 21 febbraio alla Bit l'assessore al turismo Andrea

f.angelini

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