Mercoledì 28 Aprile 2010

Sono tornati gli ordini
E il Tessile si scopre ottimista

COMO - La crisi del settore del tessile-abbigliamento italiano è «durissima», ma se ne uscirà progressivamente tra il 2011 e il 2013: è la convinzione degli imprenditori a quanto emerge da una ricerca svolta da Astra Ricerche per Sistema Moda Italia.
Per lo studio sono state fatte quasi 300 interviste, di cui 50 face to face, a imprenditori del settore. Secondo le aziende non si è mai vista una crisi così grave, definita «catastrofica» dall'80%, destinata a continuare nel 2010. Considerando il settore in generale, per 4 imprese su 5 si tratta di una crisi durissima, visione che migliora se si passa al giudizio delle singole imprese: la crisi «picchia duro» per due su tre.

I catastrofisti, che pensano che il settore non si riprenderà più, sono il 17% del totale. L'ottimismo però prevale: il 60% degli intervistati vede una ripresa nel 2011-2013. La percezione generale è che la crisi abbia cambiato per sempre le coordinate del tessuto economico, e il settore dopo avrà una nuova articolazione. Secondo Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, «il peggio è passato. Ci troviamo in una fase di adattamento, è difficile dare un quadro della situazione: ma il made in Italy ha ancora delle chances». La ricerca, dice, si spiega con l'esigenza di «rimettersi in ascolto nei confronti degli imprenditori puntando su una collaborazione costruttive intrafiliera per un successo di insieme».

Tra le misure giudicate molto efficaci dalla maggioranza delle imprese ci sono gli sgravi sul costo dell'energia, la riduzione generalizzata dell'Irap, la riduzione del cuneo fiscale e dell'Iva. Parla di «cauto ottimismo» anche Gianluca Brenna presidente del gruppo filiera tessile di Confindustria Como. «Che sia passata, forse la fase più critica della crisi, possiamo anche essere d'accordo. Difficile comunque prevedere quando effettivamente possiamo dire agganciata la ripresa». Sta di fatto che i telefoni delle aziende hanno ripreso a squillare con più frequenza e il portafoglio ordini da inizio anno sta piano piano riempiendosi. « Stiamo assistendo ad un riequilibrio tra domanda e offerta: a fronte di un 2009 dove l'offerta superava di lunga la domanda, oggi i nostri clienti stanno ripristinando le scorte a significare che gli acquisti sull'abbigliamento sono ripartiti».

L'attenzione va allo stato di salute dei mercati esteri, naturali punti di sbocco delle produzioni di alta gamma del tessile comasco: buoni segnali arrivano in particolare dalla Cina dove gli analisti prevedono, nel settore dell'abbigliamento-moda, una ripresa delle vendite dei brand del lusso da più tempo presenti nel paese. «E qui i tessuti comaschi possono giocare una partita importante». Da tenere d'occhio, come sottolinea del resto anche l'indagine Astra, la vivacità del mercato brasiliano, che anche se a breve non potrà competere nei numeri con quello dei paesi arabi, in un prossimo futuro potrebbe riservare qualche sorpresa, «È un paese ricco di materie prime - sottolinea Brenna - sempre più attento alla moda e al lusso».
Altro fronte da presidiare con sempre maggiore attenzione è quello del cosiddetto fast fashion uno dei settori che registra la maggior crescita, ma che impone innovazioni di processo non indifferenti alle aziende e una grande flessibilità. «E' un segmento di mercato che non possiamo assolutamente ignorare, il nostro futuro passa anche da lì» taglia corto Brenna.

e.conca

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