Venerdì 07 Maggio 2010

"Per colpa del semaforo T-red
ho rischiato la bancarotta"

MARIANO - «E' proprio vero che lo Stato nei confronti dei cittadini usa spesso due pesi e due misure. Per colpa delle multe illegittime dei T-Red ho infatti rischiato di finire sul lastrico.». E' una denuncia da "indignato speciale" quella che solleva Valerio Burgio, titolare di un'attività che commercia autoveicoli sulla Novedratese, rilanciata con forza dopo i recenti sviluppi delle indagini legate alle macchinette che contestavano multe salatissime agli automobilisti che passavano con il rosso, dopo aver accertato irregolarità sui tempi di accensione della luce gialla.
Burgio, negli anni passati, di questi verbali ne ha ricevuti «sei per un totale di circa 5mila euro contestati anche dai semafori di Arosio e Navedano: in questi impianti infernali siamo incappati io, mia moglie, mio figlio e alcuni collaboratori». Burgio non ha subito in maniera passiva: «Abbiamo presentato ricorso al prefetto o al giudice di pace, ma non abbiamo mai ricevuto comunicazione della discussione delle nostre pratiche con conseguente convocazione. Non è inusuale, ma noi non lo sapevamo e il risultato è stato quello di non essere presenti al momento della discussione della nostra pratica e quindi di non avere l'occasione di dire la nostra».
In sostanza Burgio si è sentito come un condannato in contumacia e quando gli sono state notificate le cartelle esattoriali è iniziato il calvario. «Equitalia ci ha congelato il conto corrente e proprio in quel momento, a causa della crisi, noi stavamo vivendo un momento di difficoltà economica che ci aveva costretto a richiedere alla banca un fido di 50mila euro. Quando l'istituto di credito ha visto l'azione di Equitalia, per tutta risposta ci ha revocato il fido lasciandoci spiazzati: per fortuna in quei giorni sono riuscito a rientrare depositando un assegno di 60mila euro, ma se non avessi recuperato quei soldi, sarei stato a rischio di chiusura della mia attività».

m.schiani

© riproduzione riservata