Giovedì 13 Maggio 2010

Bassone, aggredito un agente
Cresce la tensione in carcere

COMO - Un sovrintendente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere comasco del «Bassone» è stato aggredito e ferito da una detenuta. Dopo le cure al pronto soccorso il poliziotto è stato dimesso con una prognosi di otto giorni. La notizia è stata resa nota ieri dal segretario generale della Uil Pa penitenziari Eugenio Sarno che manifesta «rabbia e preoccupazione per questa deriva violenta di cui gli operatori penitenziari sono le prime vittime». Nel pomeriggio dell'altro ieri, racconta Sarno, «il sovrintendente era intervenuto con altre unità per sedare una colluttazione tra detenute, scoppiata nel cortile passeggi. Intento a riportare la calma è stato proditoriamente aggredito da una detenuta, peraltro già segnalata per atteggiamenti violenti, che lo ha colpito con calci e pugni procurandogli ecchimosi e ferite varie». «Quella della violenza in carcere - prosegue il sindacalista - è una questione che preoccupa non poco i rappresentanti della polizia penitenziaria. Lo scorso anno il bilancio di poliziotti penitenziari feriti da detenuti è stato di circa 380. E ci riferiamo solo a diagnosi superiori ai cinque giorni. Con l'agente ferito ieri a Como, nel 2010 siamo già a 72 , a cui debbono aggiungersi anche due medici e cinque infermieri feriti durante le loro prestazioni in ambito penitenziario. È evidente che questo delle violenze e delle aggressioni è un problema che non si ripercuote solo sull'ordine interno ma anche sulla funzionalità dei servizi, generando assenze per convalescenze». «L'altro giorno ad Opera (Milano, ndr) un detenuto ha simulato un suicidio per poi aggredire, spezzandogli un braccio, l'agente che si era prodigato per salvarlo. Sia chiaro - sottolinea Sarno - che nessuna condizione, per quanto disumana ed incivile, può giustificare il ricorso alla violenza. Questi sono gesti che vanno perseguiti disciplinarmente e, se del caso, anche in via penale. Concordo e approvo quanti reclamano a gran voce le dovute sanzioni nei confronti dei poliziotti che si rendono responsabili di violenze o abusi, a maggior ragione sarebbe apprezzata una presa di posizione anche in difesa di chi per garantire ordine e sicurezza deve ricorrere ai sanitari per le cura delle ferite». L'agente ferito ha incassato anche la solidarietà del senatore Alessio Butti (Pdl): «L'episodio è sintomo di una situazione di amalessere - ha detto Butti - che colpisce tutte le strutture penitenziarie italiane, compresa quella di Como».

s.ferrari

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