L'incidente dello scuolabus
I bambini già tornati in aula

Novedrate: dopo il terrore provato nei primi istanti in cui si è temuto il peggio, la calma era già tornata in serata quando i 12 bambini e l'insegnante finiti negli ospedali di Cantù e Como dopo i controlli sanitari erano stati praticamente tutti dimessi

NOVEDRATE Il giorno dopo la grande paura, si cerca di tornare alla normalità. L'incidente di lunedì pomeriggio che ha coinvolto il pullman che trasportava alcuni bambini delle scuole elementari alla piscina di Giussano finito - dopo aver tamponato un'auto che a sua volta si è scontrata con un'altra proveniente dalla direzione opposta -, in una scarpata della Novedratese, ha avuto un impatto emotivo veramente forte sull'intera comunità locale. Dopo il terrore provato nei primi istanti in cui si è temuto il peggio, la calma era già tornata in serata quando i 12 bambini e l'insegnante finiti negli ospedali di Cantù e Como dopo i controlli sanitari erano stati praticamente tutti dimessi e addirittura ieri mattina alla “Stanislao Zanolli” di via Mariano tra i bambini coinvolti c'é stato anche chi se l'è sentita di scherzare. Il preside Luigi Fernando Zecca, per tutto il tempo al fianco dei “suoi” ragazzi nelle fasi concitate dei soccorsi, li ha incontrati accompagnato dalla vicepreside Annalisa Arosio: «Abbiamo ritenuto opportuno vedere i bambini di quarta e di quinta protagonisti della brutta avventura – spiega -: all'appello ne mancavano cinque, ma immagino sia più che normale che alcuni genitori abbiano preferito tenerli a casa. I presenti, invece, hanno mostrato atteggiamenti diversi: chi non ha vissuto l'esperienza del pronto soccorso, rideva e scherzava come un qualsiasi giorno normale, gli altri, invece, avevano dei volti più seriosi. Negli occhi delle maestre, invece, si leggeva ancora chiaramente il terrore per quello che avrebbe potuto essere e che fortunatamente non è stato: non so chi si deve ringraziare, ognuno lo farà rispetto a ciò in cui crede, ma tornando sul posto e vedendo il luogo dell'incidente, la presenza degli alberi e la strada stessa, secondo me qualche santo in paradiso ha davvero voltato lo sguardo nella nostra direzione». La cosa che ha colpito di più il preside è la forza d'animo dei bambini: «Non dico che abbiano già voltato pagina, ma quasi: per certi versi erano ancora elettrizzati per essere finiti nei telegiornali nazionali e regionali e proprio da questo ho preso spunto per dire loro che se l'episodio ha suscitato tanto interesse, è proprio perché sono stati coinvolti dei bambini verso i quali la maggiore preoccupazione degli adulti è proprio quella della loro incolumità. Per questo ci ho tenuto a ringraziare anche tutti gli operatori e le forze dell'ordine che lunedì si sono prodigati per darci una mano».

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