Mercoledì 19 Maggio 2010

"Negli ospedali mancano
umanità e rispetto"

MARIANO Trent'anni trascorsi lottando per difendere le persone che vivono, a causa di una malattia o di un ricovero in ospedale, profondi momenti di debolezza e fragilità, ma anche per tutelare coloro che non hanno ricevuto un'assistenza adeguata, una visita entro i tempi massimi richiesti, errori di diagnosi sino, nei casi più estremi, episodi di vera e propria malasanità. Il Tribunale dei diritti del malato, attivo in città presso l'ospedale Felice Villa di Mariano, festeggia i 30 anni di impegno proponendo una serie di iniziative, anche a carattere nazionale, che dureranno tutto l'anno: a Mariano, per esempio, recentemente è stata presentata la mostra che ha illustrato ai cittadini il lavoro fatto. «Sostanzialmente – spiega Fernanda Donghi, responsabile locale del Tribunale dei diritti del malato che fa riferimento all'associazione Cittadinanzattiva – le lamentele e le segnalazioni che riceviamo maggiormente riguardano la scarsa umanizzazione delle cure, le difficoltà di relazione tra medico e paziente, la poca attenzione alla cura della persona e al rispetto della dignità. Questi temi assumono dimensioni rilevanti quando si affrontano i sospetti errori nelle pratiche mediche assistenziali, prima voce delle segnalazioni che ci giungono da parte dei cittadini». Solo l'anno scorso, per quanto riguarda anche i presidi del Sant'Anna di Como e degli ospedali di Cantù, Mariano e Menaggio, il rapporto sullo stato dei servizi sanitari dal punto di vista dei cittadini (Pit Salute), indica cifre che devono far riflettere. Diverse le segnalazioni: 63 legate a delle complicanze conseguenti un intervento chirurgico, 20 per un'errata o una ritardata diagnosi, 6 per lentezze nei trattamenti e 4 per una mancata diagnosi. Se i numeri si analizzano suddivisi per area, nel 2009 ci sono stati 21 episodi riguardanti la chirurgia generale, 20 il pronto soccorso, 16 in medicina 1, 12 ostetricia ginecologia, 9 in odontoiatria, 6 in oncologia medica, 5 in anatonomia patologica, altrettante in ortopedia e in fisioterapia-riabilitazione, 4 in oculistica, 3 in neurochirurgia, psichiatria e radiologia, 2 in rianimazione, pediatria, otorinolaringoiatria e urologia e infine una a testa per le aree di cardiochirurgia e cardiologia. Ma non solo: al Tribunale dei diritti del malato sono giunte anche 25 segnalazioni per la mancata o inadeguata assistenza, 20 per il comportamento non appropriato degli infermieri, 10 per le dimissioni forzate, ingiustificate o premature, 8 per il comportamento di altri operatori, 6 per le infezioni contratte in ospedale, 5 per la mancata o errata somministrazione dei farmaci e 3 per il rifiuto a un ricovero.

f.angelini

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