Mercoledì 19 Maggio 2010

Caccia al terribile cobra
Ma forse era una biscia

ORSENIGO Caccia al cobra nel pomeriggio di martedì in via Fermi, un allarme poi rientrato con il passare dei minuti, con grande sollievo degli abitanti della strada. Un uomo ha avvistato il rettile nel proprio giardino allertando immediatamente i vigili del fuoco di Erba. La posizione della casa, molto vicina ad una distesa di prati e la psicosi da cobra, ormai presente da settimane in paese, avrebbe insospettito l'uomo. Lui è la famiglia si sono quindi da subito barricati in casa attendendo l'arrivo del mezzo dei pompieri.
Uscendo nel piccolo giardino antistante casa Luigi, l'uomo preferisce non dire il nome per intero, avrebbe visto muoversi tra l'erba un rettile di colore grigio di buone dimensioni. Considerati i molti racconti circa il serpente velenoso, ormai una leggenda che gira in paese da diverso tempo, lo spavento è stato immediato. Rientrato in casa è partita la chiamata ai vigili del fuoco che si sono mossi poco prima delle 17 di ieri pomeriggio, giunti sul posto si sono preparati per la caccia. Guanti spessi antitaglio, pinza rossa con prolunga per bloccare il rettile e piccolo contenitore in plastica per riporlo. Tutto dimensionato non certo per un cobra ma per qualche serpentello nostrano. Senza badare troppo al pericolo due uomini dei vigili del fuoco si sono mossi nel piccolo giardino cercando il serpente velenoso, mentre due colleghi più fortunati ascoltavano le dichiarazioni di chi ha segnalato la presenza del rettile.
«Ho visto questo serpente grigio scuro che si muoveva nel giardino, sentendo i molti racconti che si susseguono tra Albavilla e Orsenigo mi sono spaventato e ho chiamato i vigili del fuoco – raccontava rincuorato dopo che il giardino era stato battuto palmo a palmo dagli uomini in rosso -. Da quello che mi dicono ho visto probabilmente uno “scorsone”, io onestamente non sono in grado di distinguere i serpenti e mi sono subito preoccupato. D'altra parte si sente in giro parlare di questo cobra e non ci ho pensato molto, ho preferito rientrare ed avvertire i vigili. Mi dispiace se li ho chiamati senza motivo, però il timore qui in paese è ben presente».

f.angelini

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