Borghezio show in via Milano
"Troppi stranieri, è un ghetto"

Via Milano alta «è un ghetto», gli stranieri «sono troppi», l'autorità comunale «deve farsi sentire di più». E ancora: no al centro islamico di via Pino, no «a chi gira con il burqa»

COMO - Via Milano alta «è un ghetto», gli stranieri «sono troppi», l'autorità comunale «deve farsi sentire di più». E ancora: no al centro islamico di via Pino, no «a chi gira con il burqa».
Nel tardo pomeriggio di ieri, davanti al gazebo allestito all'altezza del civico 206 di via Milano (poco dopo l'istituto Pessina), è andato in scena lo show dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio, che ha partecipato al presidio organizzato dai lumbard. Fazzoletto verde al collo, Borghezio si è concesso un breve tour nella zona e ha poi rilasciato dichiarazioni di fuoco: «Qui si capisce bene quali siano gli effetti di un'immigrazione non regolata, in buona sostanza c'è un ghetto, una via intera sottratta all'agibilità degli abitanti. Una donna sola qui non può girare, di sera. Gli stranieri - ha tuonato - sono troppi, fanno peggiorare la qualità della vita e si abbassa il valore degli alloggi. Fa bene la Circoscrizione a chiedere una maggiore presenza delle forze dell'ordine, io farò una segnalazione al ministro dell'Interno ma ricordo che i sindaci, grazie alla Lega, hanno molto più potere e quindi possono intervenire. Dev'essere l'autorità comunale - ha continuato - a farsi sentire e se non lo fa sbaglia di grosso. Deve andare a vedere chi c'è nelle case del quartiere e controllare i negozi, le licenze. Quanti kebab e quanti phone center ci devono essere?». Ancora: «Qui si va in giro con il burqa, noi non ne vogliamo di burqa, gli ospiti stranieri devono adeguarsi alle nostre regole e tradizioni». Quanto al centro culturale islamico recentemente aperto a Camerlata: «Abbiamo avuto mille prove del fatto che questi centri e le moschee vengono spesso utilizzati da organizzazioni parallele al fondamentalismo più estremista». Borghezio se l'è presa poi con il consigliere comunale Pasquale Buono (Pdl), che nei giorni scorsi aveva dichiarato a La Provincia: «Non mi sembra il caso di creare tensioni nella zona con un presidio, perché in via Milano è tutto tranquillo». «Potrei dire - ha tuonato l'europarlamentare - che questo signore del Pdl è un co... ma non lo dico. Potrei dire che le sue parole sono c... ma non lo dico. Gli faccio presente che i cartelli con la scritta “vendesi” non li ho messi io». Buono ha commentato: «Non meriterebbe risposta, visto che mi ha insultato. Il dato di fatto è che in via Milano c'è una situazione di pacifica convivenza. Io ascolto i commercianti e i residenti. Continuo a non capire perché Borghezio sia venuto in via Milano alta. Non è certamente un ghetto».
Al presidio hanno preso parte circa 50 persone. C'erano il presidente della Circoscrizione 3 Mirko Pontrelli, il segretario cittadino della Lega Walter Brisotto e il consigliere comunale Giampiero Ajani, ma non si sono visti gli assessori comunali del Carroccio né altri esponenti del partito. Controllata dalle forze dell'ordine, la manifestazione si è conclusa dopo un'ora, con uno slogan ripetuto da Borghezio e da alcuni simpatizzanti: «Como cristiana, mai musulmana».
Michele Sada

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