Domenica 30 Maggio 2010

Cantù tifa peri il "sciur Aldo"
in coma all'ospedale Sant'Anna

CANTU' Hanno tifato tanto in passato per le "sue" squadre cariche di gloria, ma ora da sostenere direttamente c'è proprio lui - l'autentico artefice di questo miracolo della storia chiamato Pallacanestro Cantù - alle prese con la partita più difficile. Da martedì scorso, infatti, Aldo Allievi, è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Sant'Anna di Como. In coma, nel reparto di rianimazione sta affrontando un'ormai purtroppo complicata battaglia per la vita.  Ormai da diversi anni l'ottantaduenne storico patron del basket brianzolo sta convivendo con seri problemi di salute, ma la situazione è precipitata nella giornata di martedì, quando nel suo ufficio dell'azienda familiare di Senna Comasco ha accusato un improvviso stato di debolezza, probabilmente dovuto a un brusco calo della pressione arteriosa. Cadendo a terra, il mitico "sciur Aldo" ha battuto la testa. Immediatamente soccorso e ricoverato in ospedale, è stato sottoposto dapprima a una Tac e subito dopo a un delicato intervento chirurgico a seguito dell'emorragia interna. E dallo stato di coma non è mai più uscito. I familiari, che in queste ore gli si sono stretti ancor più intorno, non nutrono purtroppo molte speranze per il proprio caro. Idealmente vicini al presidentissimo sono anche le migliaia di appassionati di pallacanestro che l'hanno conosciuto ai tempi in cui Cantù dettava legge in Italia e in Europa, come pure tutti quei tifosi delle generazioni successive che del "grande capo" hanno solo sentito parlare.
Non è passato inosservato, ad esempio, lo striscione che la curva degli Eagles ha esposto al palazzetto Pianella l'altra sera in occasione della sfida decisiva per la semifinale scudetto tra Ngc e Virtus Bologna: «Sciur Aldo non mollare!» recitava. Un gesto di sensibilità che i tifosi per eccellenza della Pallacanestro Cantù gli hanno voluto riservare e pure un momento di intensa commozione che tutto il pubblico presente ha voluto condividere stringendosi in un caloroso applauso.

f.angelini

© riproduzione riservata