Venerdì 18 Giugno 2010

Domenico Liguigli al Chiostro di San Francesco

Dopo Guido Nosari e Italo Chiodi tocca a Domenico Liguigli animare con le sue «Presenze» le pareti e le arcate dei portici del Chiostro di San Francesco in Città Alta. Le sue creazioni saranno esposte a partire dalle 19 di venerdì 18 giugno e per tutto il fine settimana all'interno delle serate di InChiostro, organizzate da La Marianna in collaborazione con gli chef de Il Pianone.

Un mix di arte, musica e buon cibo che hanno fatto dell'antico convento di Città Alta uno dei luoghi più gettonati dell'estate bergamasca. «La scelta di ospitare i lavori di sei studenti della prestigiosa Accademia di Brera piace ai molti ragazzi e turisti che decidono di passare una serata diversa dal solito in Città Alta – hanno commentato Luca e Mirko Panattoni -. Sotto i loro occhi, al posto dei frammenti degli affreschi trecenteschi che sono abituati a vedere, prendono vita nuove figure, risultato dell'immaginazione e della straordinaria sensibilità di questi giovani artisti. Il tutto nella surreale cornice di uno degli angoli più belli della nostra città, con buona musica e ottimo cibo».

Le esposizioni proseguiranno per tutti i fine settimana fino ad agosto. Dopo Domenico Liguigli l'ultimo weekend di giugno e il primo di luglio toccherà a Mattia Simoniello e dal 9 al 10 e dal 16 al 18 luglio ad Andrea Cacace. Saranno invece le «Presenze» di Lucio Pamieri a chiudere il ciclo di mostre l'ultimo weekend di luglio e il primo di agosto.
«Per questi giovani artisti misurarsi con uno scenario come quello del Chiostro di Città Alta è un'opportunità espressiva e creativa straordinaria, un vero laboratorio artistico dove sperimentare la propria sensibilità – ha spiegato Italo Chiodi, docente all'Accademia di Brera e curatore delle mostre -. La sfida consiste nell'ascoltare ed esprimere la personale percezione di questo luogo che sembra fuori dal tempo pur trovandosi nel cuore di una città. Qui non si tratta tanto di misurarsi con il supporto fisico, quanto con lo spazio in cui la loro opera viene collocata, fonte di suggestioni ed emozioni uniche».

fa.tinaglia

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