Venerdì 18 Giugno 2010

Mantero si apre al mondo
"Partners cinese o indiano"

COMO - La Mantero va per il mondo e non più solo a "rimorchio" dei grandi nomi della moda cui da sempre fornisce tessuti di primissima qualità, ma con il proprio marchio che ora mette sul mercato sperando non sia troppo tardi. Per farlo è alla ricerca di un partner cinese o indiano. Il motivo è presto detto: sono questi i due paesi dove oggi è più facile raggiungere in tempi brevi grandi numeri, sia per la dinamicità delle due economie, sia per il grande appeal che riscuote il made in Italy. E per farlo, la strada è quella di produrre in loco ciò che poi si andrà a vendere.
Già l'anno scorso, dopo l'annuncio del fallito matrimonio con la Clerici Tessuto, l'ad Massimo Brunelli (nella foto tonda) aveva fatto chiaramente intendere che, chiusa una partita, era pronto ad aprirne un'altra. Oggi la conferma che i tempi sono maturi per lanciare la Mantero alla conquista di nuovi mercati. Con quello europeo e Usa ormai saturi, uniti la scelta, annunciata ieri da Brunelli dalle colonne del "Corriere della sera" è appunto quella di ricercare un socio industriale cinese o indiano che possa contare pure su una buona rete di distribuzione per vendere prodotti realizzati in loco con il brand Mantero. In dote, l'azienda comasca, porta la sua storia, i preziosi archivi e le eccellenze che da sempre la contraddistinguono. «Invece di rassegnarci al declino scegliamo di giocare la partita in un campo più largo».
Un'operazione, lascia intendere Brunelli, che non si concretizzerà a breve, ma comunque già avviata da tempo sulla spinta di una crisi che ha costretto il gruppo ad una profonda riorganizzazione aziendale ed economica. Nel giro di sei anni i dipendenti sono più che dimezzati, oggi sono 480, i bilanci sono tornati in linea. E' dunque il momento giusto, per programmare il futuro che necessariamente non passa più solo da Como, dall'Europa e dagli Stati Uniti.
La notizia, come ovvio, ha suscitato grande interesse, la Mantero da sempre è una delle aziende che dettano la linea, e l'annuncio dell'avvio di trattative per sbarcare in grande stile in Cina o in India non può lasciare indifferenti.
E se gli addetti ai lavori preferiscono restare calmi in attesa di capire qualcosa di più, i sindacati non nascondono lo stupore per le modalità e i contenuti dell'annuncio.
«Mantero non si smentisce, come sempre scopriamo le strategie dai giornali, in barba alla collaborazione che i lavoratori hanno sempre dimostrato all'azienda» è il commento di Francesco Di Salvo della Cgil. Detto questo, a preoccupare è il destino dello stabilimento comasco alla luce della notizia che l'eventuale accordo con il socio straniero comporterebbe la cessione di archivi e conoscenze, considerati i veri tesori dell'azienda. «Siamo d'accordo sul fatto che ci si debba muovere per occupare nuovi mercati - prosegue Di Salvo - ma cedere tout court il know out aziendale significa un impoverimento complessivo del gruppo. A questo punto possiamo solo augurarci che le tariffe dei trasporti dalla Cina e dall'India aumentino, in modo che non sia conveniente importare in Europa manufatti con l'etichetta Mantero».
Elvira Conca

s.ferrari

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