Lunedì 28 Giugno 2010

Alfa Romeo: una corsa
lunga cento anni

MAGREGLIO Come in un quadro di Renoir, tutti intenti a chiacchierare sui tavolini all'ombra degli alberi in un pomeriggio dal sapore dolcemente retrò ieri in Villa Romeo. Al centro del dipinto, al posto dei ballerini concentrati nelle danze, le splendide auto della storia centenaria del marchio a dare principalmente colore rosso e grigio allo sfondo. Una giornata, quella dedicata al centenario dell'Alfa Romeo tra Eupilio, Canzo e Magreglio che ha regalato diverse spallate alla consecutio temporum.
Il ritrovo delle splendide, centoventisette, Alfa Romeo sulla sponda chiusa al traffico del lago del Segrino ha portato le macchine in un ambiente naturale speciale, un'oasi tendente al paradiso, ma l'emozione visiva più grande è stata trovarsi in un centro di Canzo in cui sembrava d'immergersi negli anni Trenta. Mancavano solo le donne in costume con l'ombrellino, ma magari sarà questo il prossimo passo dell'impeccabile organizzazione di Nonsoloturismo.  Canzo e Magreglio hanno vissuto di un certo turismo d'elite relativo alla prima parte del Novecento e quella felice stagione sembrava ben rappresentata dagli sfarzi delle auto presenti. Bastava fare pochi passi domenica e dalla 6C1750 Gtc Cabriolet degli anni Trenta ci si poteva trovare negli anni Settanta con la mitica Giulia. Le sirene di polizia e carabinieri, anche loro con auto d'epoca, collaboravano a creare un clima unico. La contemporaneità non era insomma una presenza costante in una bella giornata di sole che ha di certo fatto felice i molti “alfisti”, alcuni con auto uniche. «La 6C1750 Gtc Cabriolet Royale del 1932 è un pezzo unico – raccontava Renato Perucchini, fondatore di diversi club Alfa -. La meccanica è la medesima della macchina portata in corsa da Tazio Nuvolari, mentre la carrozzeria, come capitava spesso allora è stata modificata dalla Cesare Sala. Particolare anche la storia dell'auto: acquistata nel 1932 in Svizzera ha poi girato il mondo, nel 1950 era in Norvegia, poi California nel 1978, infine l'ho comprata io nel 1990».
Un'auto dal prezzo “misterioso”: «Non si può dare un prezzo ad un quadro, ad un'opera d'arte, ad una passione – continua -. Vale diverse Ferrari nuove, quantifichiamo così la sua valutazione».
Molti gli equipaggi presenti, ognuno con una propria storia da raccontare: «Ho una 6C2500 Berlina del 1953 – spiega Massimo Cremascoli -. Sono arrivato a Canzo da San Zenone al Lambro (MI). Noi “alfisti” siamo come una setta, ormai ci conosciamo tutti. Eravamo già venuti in zona, sempre a Magreglio, splendidi gli scenari del lago».

f.angelini

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