Lunedì 28 Giugno 2010

Quel pezzetto di Como
che il Ticino non volle

CAMPIONE D'ITALIA I comaschi vorrebbero essere svizzeri, gli svizzeri non ci vogliono anche se la proposta di annettere la nostra città, Varese e anche un pezzetto di Piemonte (crepi l'avarizia) arrivava proprio da un deputato elvetico, Dominique Baettig. Proposta bocciata eppure...
Eppure già duecento anni fa il Canton Ticino aveva cercato di prendersi un pezzettino d'Italia. Non solo, quel pezzettino d'Italia aveva a sua volta chiesto di essere annesso alla Confederazione Elvetica. È Campione, il borgo sul lago di Lugano grande due volte Città del Vaticano (comunque pochissimo), abitato da poco più di duemila residenti, enclave nostrana in Svizzera. Nel 1800 venne proposto un vero e proprio scambio: ci avrebbero dato Indemini, un altro puntino sulle carte geografiche che si trova esattamente tra il Lago di Lugano e il Lago Maggiore.  Nessun risultato. Durante il Congresso di Vienna i ticinesi spinsero l'Alta dieta federale in delegazione a chiedere l'annessione di Campione e, già che c'erano, anche di tutta la Valtellina (che per un paio di secoli, fino al 1797, apparteneva al Canton Grigioni). Anche questa richiesta venne respinta. Nel 1848, dopo lo scoppio della Prima guerra d'Indipendenza furono per la prima volta i campionesi, con invidiabile tempismo, a chiedere l'annessione al governo svizzero. Il governo ticinese era d'accordo: temeva la presenza di una terra belligerante al suo interno. A Berna, ancora una volta si decise per il no: alla fine i confini di Campione d'Italia vennero definiti nel 1861, con pochissimi cambiamenti da allora.
E adesso? Cosa accadrebbe del paesino con il casinò più grande d'Europa se Como diventasse svizzera? Non sarebbe semplice, intanto, definire se, pur essendo amministrativamente in questa provincia, Campione seguirebbe le sorti del capoluogo o resterebbe exclave italiana. Storicamente, se questo può voler dire qualcosa, appartiene alla diocesi di Milano. E i campionesi cosa vorrebbero? Difficile saperlo. Da qualche tempo a questa parte sono diventati diffidentissimi con i giornalisti e con i fotografi.

f.angelini

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