Lunedì 26 Luglio 2010

Campione: primo via libera
per lo statuto speciale

CAMPIONE D'ITALIA Comune a statuto speciale: se solo qualche giorno fa era un vecchio sogno irrealizzato, ora uno spiraglio si è aperto per farlo diventare realtà. La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge per «l'individuazione delle funzioni fondamentali di Province, Comuni e Regioni, delega al Governo per l'adozione della Carta delle autonomie locali» che contiene uno specifico emendamento per il comune di Campione. In sostanza lo stesso Governo è delegato ad adottare entro un anno dall'approvazione della legge un decreto legislativo che definisca le disposizioni concernenti Campione. L'obiettivo è quello di salvaguardare le peculiarità del comune, enclave italiana in Svizzera, a patto che non ne derivino nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica.
«È una bella notizia, ma non siamo ancora alla fase decisiva - commenta il sindaco Marita Piccaluga con un mix di cautela e soddisfazione - comunque sia un significativo passo avanti è stato compiuto. Le nostre puntate a Roma e i rapporti tessuti con esponenti dell'intero arco politico fanno progredire quello che rimane uno dei nostri principali obiettivi: dare certezze al futuro di Campione e dei suoi cittadini attraverso un provvedimento che riconosca il nostro particolare unicum territoriale e disciplini in modo organico e definitivo i peculiari aspetti della nostra comunità».
Basti pensare, tanto per fare degli esempi, che la corrispondenza, parte dall'Italia e deve passare da Lugano prima di arrivare a destinazione; l'Iva è pagata alla Svizzera sia per le merci acquistate in Italia che per quelle comperate nel Cantone; i trasporti garantiti a spese del Comune. Niente a che vedere con i problemi di altre enclave europee come Baarle - Hertog e Baarle - Nassau dove i confini tra Belgio e Olanda passano attraverso case e strade, ma alcuni degli ostacoli quotidiani ai quali occorre mettere una pezza in mancanza di una accordo tra Italia (nazione madre di Campione) e la Svizzera (nazione ospitante).
«Le altre enclaves europee che vengono tutelate - aggiunge Piccaluga - da accordi e normative tra i due stati interessati».

f.angelini

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