Svizzera a caccia di petrolio
a pochi chilometri dal confine
Gli abitanti di Como forse sono seduti sopra giacimenti di petrolio, riserve di metano e falde di acqua bollente, ma non lo sanno. Il dubbio è insorto in tutti coloro che hanno appreso, fra interesse e scetticismo, che l'Azienda Elettrica Ticinese ha avuto il via libera per sondare il sottosuolo del Mendrisiotto, lungo una linea di 13,5 chilometri che prende avvio dall'Alpe di Brusino.
Lettura 2 min.Ad ogni modo, l'Azienda Elettrica Ticinese procede anche perché ha guardato a questa parte del confine, cioè alla presenza nella Pianura Padana di petrolio e di gas naturale. Siccome il sottosuolo non conosce confini politici ed amministrativi, l'Azienda presuppone che il Canton Ticino sia uguale, a conferma delle reciproche visuali e degli scambi di competenze, come quelle acquisite da studenti dell'Università dell'Insubria a convegni ticinesi sul punto. I tempi per sciogliere ogni dubbio non saranno brevi: almeno due anni per le indagini, poi perforazioni di prova e poi i punti interrogativi sulle concessioni per lo sfruttamento. Ma i promotori del progetto pensano già agli introiti del Cantone per le concessioni e ai posti di lavoro ad alto valore aggiunto che si potrebbero realizzare. In disaccordo i Verdi ticinesi, che insistono sulle energie rinnovabili.
Maria Castelli
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