Martedì 03 Agosto 2010

Abbattuto il debito
La Ratti non è più in rosso

GUANZATE Cambia la proprietà, non l'ordine dei fattori: a dominare è sempre il segno meno. Il riassunto potrebbe essere questo: migliora la situazione finanziaria, ma la morsa della crisi incide ancora negativamente sul fatturato. I conti della Ratti, oggi guidata da Sergio Tamborini del gruppo Marzotto, cominciano a evidenziare gli effetti dell'ingresso dei soci di Valdagno, avvenuto lo scorso marzo e da cui ha preso grande forza e direzione il complesso piano industriale di ristrutturazione e razionalizzazione messo in cantiere nel corso del 2009. I dati con cui è stata chiusa la semestrale della società comasca, appena approvata dal consiglio di amministrazione, purtroppo parlano chiaro: la prima metà del 2010 termina con un fatturato di 32,7 milioni di euro, inferiore rispetto allo stesso periodo del 2009 di circa 2,7 milioni di euro (-7,6%). Vediamo però nel dettaglio com'è andata. Il fatturato del primo trimestre era stato inferiore di 1,5 milioni di euro (-8,7%), mentre il secondo trimestre ha registrato una contrazione di 1,2 milioni di euro (-6,5%), sempre rispetto allo scorso anno. Qualche indicazione per chi s'intende di economia: il margine operativo lordo resta negativo di -383 milioni di euro, in miglioramento se confrontato ai -2.475 milioni del 30 giugno 2009. Dopo un lungo ciclo negativo, tuttavia, è stato eliminato il debito. Da una posizione finanziaria netta passiva di 16,8 milioni di euro si passa a un attivo di circa 6 milioni di euro, conseguenza più evidente dell'aumento di capitale deliberato in ottemperanza all'accordo di fusione con i nuovi soci Marzotto spa e Faber Five che hanno versato 20,8 milioni.
Infine le indicazioni ufficiali dell'azienda. «Dopo un 2008 e un 2009 particolarmente negativi, il 2010 , pur nell'ambito di uno scenario macroeconomico ancora incerto, si sta presentando come un anno di stabilizzazione. Le prospettive per il comparto tessile-abbigliamento indicano un lieve recupero del terreno perduto» si legge in una nota della stessa Ratti. E ancora: «È stato il minor portafoglio ordini di inizio anno a pesare sui risultati, ma già nella seconda parte si prevede un recupero, trainato dal trend più favorevole registrato tra il primo e il secondo trimestre. Le acquisizioni registrate ad oggi, superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio, aprono migliori prospettive». In particolare, a guardare con attenzione le cifre, si evince che in questo primo semestre è stata la linea uomo a mettere a segno le migliori performance (+4,3%). Ancora in difficoltà il settore donna, che non pare dia segnali di ripresa, anche se si spera nel secondo semestre. Per quanto riguarda il mercato, colonna portante della domanda rimane l'Italia (12,6  milioni con un calo del 1,9% rispetto al 2009) mentre l'Ue resta la capofila del mercato estero (9  milioni, - 9,2%  ). Deluse le speranze di ripartenza degli Usa, in incremento rispetto al 2009 (+2,6%), ma su valori assoluti ancora piuttosto bassi. Quanto agli interventi di risanamento, il management della Ratti è deciso a proseguire con determinazione le azioni programmate fino al 2013.

f.angelini

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