Mercoledì 11 Agosto 2010

Cantù: cinque esplosioni
e il Palababele viene giù

CANTU' Indisponente fino all'ultimo respiro verso i canturini, il Palababele. Immobile e mai terminato, nella sua decadenza, per vent'anni, e ora che al clou dello spettacolo del suo smantellamento qualcuno avrebbe anche voluto assistere, giusto per convincersi davvero che stia finalmente accadendo, riesce persino ad arrivare in anticipo. Era stata annunciata per settembre, infatti, la demolizione della parte più caratteristica dell'incompiuto palasport, il piramidone rosso stampato dagli anni Novanta nel panorama canturino, che invece è andata in scena già martedì. Poco dopo le 13 il primo colpo al pilastro di cemento armato affacciato direttamente su corso Europa, il più ostico per via del dislivello del terreno, ormai nudo dopo che in questi giorni i pezzi del palazzetto sono stati strappati l'uno dopo l'altro come in un castello di carte. Mezz'ora dopo, alle 13.38, il tonfo, la nuvola di polvere, la struttura di metallo della copertura che s'accascia sulla soletta sottostante. Rito che viene ripetuto per quattro volte, uno per pilastro, ogni volta più velocemente, e che per il tardo pomeriggio, dopo aver fatto scendere la grande piramide di un piano alla volta, quasi facesse le scale, l'ha portata a ritrovarsi sette metri più in basso. Entro venerdì avrà toccato terra, visto che questo sarà l'ultimo giorno di lavoro degli operai prima di un paio di settimane di ferie. Poi si metterà mano a colpi di cesoie alla struttura di ferro, tutto materiale destinato a finire in altoforno e a venire recuperato, così come verrà riutilizzato il cemento, una volta triturato. Per due decenni al centro dei discorsi e delle polemiche dei canturini tutti, e ora che, simbolicamente e non, davvero ha tolto il disturbo, a dare l'addio al Palababele a ridosso di ferragosto c'era solo qualche passante parecchio incuriosito, sulla strada per imboccare il parcheggio del vicino centro commerciale, e qualcuno di passaggio a piedi.

l.barocco

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