Martedì 24 Agosto 2010

Mariano, alla Cascina Mordina
ancora furti e vandalismi

MARIANO - A Cascina Mordina i ladri sono tornati di recente nuovamente alla carica con un'operazione dai ricavi massicci, dal momento che è stato rubato un forte quantitativo di rame. I malviventi hanno agito in periodi notturni diversi dimostrandosi abili acrobati: difatti senza l'apporto di scale sono saliti sul tetto per spostare le tegole e svitare i bulloni che tengono insieme i bulloni di scolo e nella seconda spedizione hanno sottratto il metallo rosso trasportandolo a spalla percorrendo il tratto pedonale.
Questo furto è avvenuto a notte inoltrata poiché i volontari della Protezione Civile, che a Cascina Mordina hanno i locali della loro sede operativa e il deposito di attrezzi, di norma effettuano ronde e giri d'ispezione sino a mezzanotte. Persino colpiti i locali della sede dove sono stati scaricati gli estintori, imbrattati i muri e messi a soqquadro gli scaffali. 
Ricordiamo che il primo episodio di un certo rilievo risale a fine luglio 2007 quando dalle pareti della cascina erano spariti i canali di scolo e le grondaie rendendo l'edificio maggiormente esposto alle intemperie. In una villetta poco distante dal luogo era avvenuto invece il furto di un quantitativo di rame. In pieno inverno, a metà gennaio 2009, si era verificato un vasto atto vandalico con questi danni: dieci metri della staccionata posta a protezione del laghetto più grande completamente divelti e gettati sulla superficie ghiacciata dello stagno assieme a una panchina di legno e ad alcuni cestini porta-rifiuti. Ignoti avevano inoltre spezzato la catena che tiene ancorata alla banchina la piccola imbarcazione di legno usata abitualmente dai volontari di Protezione civile per svolgere le manutenzioni ordinarie delle sponde e di pulizia dello specchio d'acqua. I successivi controlli hanno impedito che avvenisse il furto della barca.
Da segnalare, infine, che due settimane fa la direzione del Parco Brughiera Briantea ha fatto ripulire il laghetto più grande mediante un'imbarcazione che la liberato la superficie rimuovendo le radici dei fiori di loto. L'operazione di sfalcio, resasi necessaria, ha però provocato la morte per soffocamento di tanti pesci visti galleggiare e poi prelevati.

f.cavagna

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