Venerdì 27 Agosto 2010

Cagnolina della Val d'Intelvi
maestra in Germania

CASTIGLIONE INTELVI Dalla Valle d'Intelvi alla Germania non per imparare, ma per insegnare. Leona della Brughiera Comasca, una cagnolina di razza Hovawart di 5 mesi, è salita in cattedra insieme all'insegnante Kathrin Schelling, coordinatrice della classe seconda elementare di Kornwestheim, alle porte di Stoccarda. Un progetto educativo sperimentale centrato sui bambini che ha trovato in Leona il sostegno perfetto per un progetto metodologico e didattico unico in tutta la Germania.
«Osservazione, interazione, esplorazione centrato sull'aspetto psicologico e formativo dei bambini - afferma la signora Schelling -Un sussidio per la didattica dove l'aspetto ludico è messo in secondo piano per dar spazio alla funzione terapeutica e pedagogica. Leona fin dall'ingresso in classe ha scelto in maniera istintiva i bimbi che di più avevano bisogno del proprio aiuto. Ha privilegiato le preferenze tra gli scolari, quelli più timidi , quelli che avevo maggiormente bisogno di relazionarsi».
Soddisfazione ed orgoglio per Roberto Pozzi, farmacista con la passione dei cani che ha dato il cucciolo alla Uhlandschule di Kornwesteim.
«Leona è un cane di indole buona - spiega il dottor Pozzi - è un Hovawart nato da mamma italiana e papà tedesco. È stata proprio la volontà di accogliere nella scuola il nostro cucciolo che mi ha spinto a supportare questo progetto assolutamente rivoluzionario nel mondo della scuola. Un portato pedagogico e culturale centrato sulla crescita del bambino sui propri bisogni , sull'osservazione come forma e esplorazione educativa in un contesto assolutamente innovativo. I bambini all'interno della classe accudiscono a turno la cagnetta che interagisce con loro durante le attività curriculari.
Fra pochi giorni Leona che ha conseguito un diploma specifico in "Pet Terapy" , sarà impiegata in alcune case di riposo della Germania Meridionale per aiutare gli anziani a migliorare le loro capacità di relazione. Affiancherà il personale sanitario contro l'Alzaimer».

f.angelini

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