Sabato 28 Agosto 2010

Se ne vanno quattro giudici
Si fermano 1500 processi

COMO Tira una pessima aria in tribunale. Entro la fine dell'anno quattro giudici della sezione civile leveranno le tende (due hanno chiesto e ottenuto il trasferimento ad altre sede, due andranno in pensione), con il risultato che, salvo miracoli, ben 1500 processi si fermeranno, in attesa che i rispettivi fascicoli vengano riassegnati e distribuiti tra chi resta. Beghe di condominio, cause di risarcimento per danni più o meno gravi, liti tra vicini, ma anche cause societarie importanti, dalle quali dipende il destino di aziende, lavoratori, famiglie, o ancora cause per forniture mai pagate, un "evergeen" di questi ultimi anni di crisi, in cui nessun paga e quando paga lo fa 120 giorni dopo. La giustizia civile, anche in un tribunale come quello lariano - i cui standard di qualità e tempistica si sono sempre mantenuti su livelli migliori della media nazionale - rischia davvero l'implosione. I pensionamenti riguardano due figure importanti, Pietro Giuffrida, che del tribunale è stato per dieci anni presidente (fino all'arrivo, nel 2009, di Nicola Laudisio) e Giuseppe Anzani, storico presidente della sezione civile, che sarà quasi sicuramente sostituito dall'attuale presidente della seconda sezione civile del tribunale di Milano. Con i giudici Scirpo e Raddino, che hanno chiesto di essere trasferiti, Anzani e Giuffrida condividono un malloppo di 1500 cause da definire, la cui ridistribuzione nel gruppo dei magistrati che restano (otto in tutto, su un organico di dodici) preoccupa moltissimo: nella migliore delle ipotesi, i comaschi che dal tribunale aspettano risposte - anche solo per una "banale" causa di separazione - rischiano di dover subire rinvii molto più lunghi della media attuale. Intendiamoci:non che non sia mai capitato, prima d'ora, di dover distribuire cause di giudici partenti, ma questa volta la sitauzione è di gran lunga più complicata. Il subentro immediato è quasi escluso, anche se il Tribunale ha già chiesto l'invio di due nuovi giudici: una alternativa può essere l'impiego di giudici onorari, ma potrebbero non bastare. I tempi sono ormai standardizzati:per recuperare un credito di vogliono almeno tre anni, roba che, non a caso, la maggior parte dei creditori rinuncia in partenza (con il risultato di alimentare il malcostume di chi non paga per statuto). Le medie parlano chiaro: in Italia ci vogliono più di 1500 giorni per una sentenza, 3324 giorni per discutere un fallimento, 1021 per un processo di previdenza, 1039 per una causa di lavoro privato, 740 per il pubblico impiego, 113 giorni per una separazione consensuale, 740 per la giudiziale e quasi tre anni per recuperare un credito. A Como la durata media di un processo civile supera ormai i tre anni, ma sono molti quelli che non si risolvono prima dei quattro. Cavarsela con due è quasi impossibile.
St. F.

a.savini

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