Domenica 01 Agosto 2010

Boato all'alba
il Campanile perde i pezzi

COMO Va a pezzi il vecchio campanile delle chiesa di san Bartolomeo nelle Vigne, chiesa fantasma di via Conciliazione, tra Tavernola e Sagnino, abbattuta alla fine degli anni Trenta per fare posto alle case. La torre, rimasta inspiegabilmente in piedi (nessuno volle mai tirarla giù, decidendo di mantenerla dov'era, stretta tra le nuove abitazioni), ieri mattina ha perso pezzi di intonaco, blocchi di cemento spessi fino a trenta centimetri che si sono abbattuti sui tetti delle abitazioni e su via Dotti, la strada comunale che da via Conciliazione sale verso questa specie di vecchia pieve.
Sono intervenuti i vigili del fuoco prima e, nel pomeriggio, i tecnici del Comune di Como. Per mettere in sicurezza la torre campanaria si è reso necessario anche l'intervento di una enorme gru della ditta Porro, che è stata chiamata dall'amministrazione comunale. Residenti infuriati: «Sono anni che chiediamo una mano, un intervento che risolva il problema una volta per tutte, ma nessuno si è fatto mai avanti». Il problema riguarda la proprietà del campanile:«A chi appartiene?Non lo sappiamo ancora», ha ribadito Antonio Ferro, l'ingegnere comunale che ieri ha coordinato l'intervento. Qualche anno fa gli abitanti di via Dotti lanciarono addirittura un appello, dicendo che se davvero il campanile non era di nessuno, allora l'avrebbero regalato, purchéqualcuno si facesse avanti. Già, ma chi lo vuole un campanile stretto tra quattro case? Infatti non rispose nessuno, e oggi la torre fa sempre più paura: «Abbiamo udito un botto violentissimo - racconta Angelo Martinelli, altro residente di via Dotti - Le lastre di intonaco sono cadute sui tetti e sulla strada». Il panico monta, perché non è la prima volta che cadono pietre. Nove anni fa, il signor Rosario Middioni poco mancò che ci lasciasse le penne sotto la mega lancetta dell'orologio: era quella che indicava i minuti, e un bel pomeriggio piombò di sotto con gran clangore. Verso la fine degli anni Settanta parte del campanile crollò. Vennero giù gli archi che reggevano il tetto e San Bartolomeo fece il miracolo:nel senso che, anche allora, nessuno rimase ferito. «Qualcuno dovrebbe spiegarci - dice Middioni - perchémai il Comune impose di ricostruirlo, che se fosse rimasto così com'era i nostri problemi si sarebbero risolti per sempre...». Ieri il problema è stato momentaneamente risolto tramite l'asportazione dei blocchi di intonaco maggiormente a rischio. Via Conciliazione è rimasta chiusa per il tempo necessario a completare l'intervento, con traffico deviato dalle 15 alle 16 circa. Preoccupano l'eventualità di pioggia, gli sbalzi di temperatura, il vento, fattori tutti che incrementano le percentuali di rischio. «Qui è zeppo di bambini - conclude Middioni - Giocano in strada tutto il giorno. Per proteggerli ho dovuto costruire una tettoia di lamiera sul balcone...».
C'è infine chi rimpiange la chiesa: «Fu tirata giù nel 1936, dopo il battesimo di mio fratello», ricorda ancora Angelo Martinelli. Non s'è mai capito perché: al suo posto ci costruirono queste case. Forse qualcuno, agli albori della cementificazione, si sentì in colpa. E scelse di lasciare lì almeno il campanile, perché il santo non se la prendesse troppo.
St. F.

a.savini

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