Domenica 01 Agosto 2010

Niente deroghe, rottamato
il vice preside Magatti

COMO «Domattina non mi presenterò, perché sarebbe una provocazione. Manderò un telegramma con il quale intendo confermare la volontà mia di proseguire il servizio». Così ieri Bruno Magatti ha risposto a chi gli chiedeva notizie sulla sua partecipazione al collegio docenti che, tradizionalmente, il 1° settembre segna l'inizio del nuovo anno scolastico (almeno per i prof, in attesa che tra dodici giorni ritornino in classe anche gli alunni).
Il vicepreside del liceo scientifico «Paolo Giovio» era tra i docenti che avevano ricevuto il preavviso, ovvero la lettera con cui il dirigente del suo istituto, Sergio De Felici, lo avvertiva che, avendo raggiunto i quarant'anni di servizio, in base alle nuove disposizioni ministeriali sarebbe dovuto andare in pensione il 31 di agosto. Altre due prof "rottamate" -Mariella Confalonieri del Volta e Maria Rita Livio del Terragni di Olgiate Comasco - si sono rivolte al giudice del lavoro e sono state reintegrate. Magatti, invece, aveva preferito tentare una strada meno drastica, cioè chiedere una deroga al proprio dirigente, facendo leva sul fatto che la classe di concorso che lo riguarda (matematica e fisica) non si segnala per esubero di docenti e, quindi, anche rimanendo in servizio non avrebbe rubato il posto a nessuno. Nei giorni scorsi, però, De Felici ha risposto che non spetta a lui concedere deroghe. Dunque, da oggi Magatti per l'amministrazione scolastica è un pensionato. Il diretto interessato, mentre valuta la possibilità di adire le vie legali, fa qualche riflessione su quello che, a 58 anni, gli pare un paradosso: «È evidente che il legislatore non prevedesse che nella rete predisposta potessero incappare persone che non possono essere considerate "vecchi" (come il sottoscritto), ma che semplicemente sono state più "diligenti" della norma. Ciò, tuttavia, non è una giustificazione bensì un'aggravante, poiché svela l'immagine che questi ha della scuola come di un uniforme calderone di operatori che possono essere rimossi senza alcuna attenzione alle progettualità, alle professionalità e, mi permetto di aggiungere, alle necessità degli stessi istituti». Un altro pensiero è per la "missione" dell'insegnante, che Magatti vorrebbe continuare e che, dice, consiste «soprattutto nell'aiutare i ragazzi a riconoscere e a dar forma e "gambe" ai piccoli o grandi doni di intelligenza e di creatività di cui ciascuno è dotato».
Nessun problema, invece, per i presidi che hanno chiesto di rimanere in servizio anche a 65 anni compiuti, essendo meno numerosi dei posti a disposizione. Ieri, non a caso, sono state assegnate a reggenti diverse scuole "acefale": in città l'Istituto comprensivo di Albate è affidato a Giuliano Fontana, quello di Rebbio a Luigi Fernando Zecca e quello di Prestino a Francesco Grassotti. Mentre la nuova preside del liceo «Volta», Luciana Telluri, dovrà continuare a occuparsi anche del suo vecchio istituto, il Sant'Elia di Cantù. Per lei un doppio incarico davvero impegnativo.
Pietro Berra

a.savini

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