Martedì 14 Settembre 2010

Erba: addio allo psichiatra
Virginio Nava

ERBA Nella sua casa di Crevenna, è morto il dottor Virginio Nava, medico psichiatra, grande appassionato delle montagne, dei viaggi in tutto il mondo,  profondo studioso delle religioni e dei popoli, persona schiva e dalla cultura assai vasta e vivace: tante passioni tra cui anche la musica. Aveva 75 anni ed era nato a Castelmarte da una famiglia contadina. Già da bambino, i suoi genitori capirono che era scolaro eccellente e lo fecero studiare. Conquistò ben quattro lauree, tutte con "lode". La prima in psichiatria, poi in psicologia. Negli anni della maturità si laureò in pedagogia  e infine in filosofia con il professor Stefano Zecchi, alla Statale di Milano. Dopo il primo dottorato entrò quasi subito nell'ospedale psichiatrico di Como dove rimase per oltre trent'anni: per venti primario di reparto, poi come primario direttore generale.
Oltre agli studi, la sua prima passione fu proprio la montagna. Cominciò con Graziano Bianchi che come "battesimo" gli fece fare una via di roccia sui Corni di Canzo. Da quel giorno cominciò ad andare per il mondo, le prime volte ancora con Bianchi. E' stato al Kilimangiaro, al Damavend con gli adoratori del fuoco, nella valle del Kumbu, ha scalato il Kenia, poi ancora in Himalaia, in Ladak, nel Tibet, sulle del Canada, sulle Ande Peruviane, sul Nevado Ruiz in Colombia, all'Ajer Rock in Australia, in Patagonia, nel Caucaso.
Amante delle maratone, in vent'anni percorse oltre 21mila chilometri a piedi. Camminava più con lo spirito che con le gambe. Diceva sempre: «Tutti i viaggi hanno qualche cosa di spirituale. Bisogna coglierlo». Era anche un bravo, intelligente scrittore. Negli ultimi mesi, quando il male terribile che in poco tempo se l'è portato via, ha pubblicato due libri. Sono opere dello spirito e delle sue emozioni. Il primo è "Camminando verso l'alto" : vi racconta le imprese in montagna.  Il secondo è "Pellegrino sulle vie del mondo" : ci parla dei viaggi che con una sintesi estrema e assai riduttiva potremmo definire "turistici".

f.angelini

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