Sabato 02 Ottobre 2010

<Cantù tra le aree più povere>
Lo sostiene Caritas Ambrosiana

CANTU' L'allarme arriva dalla Brianza, terra dalla reputazione ricca e produttiva. Eppure, particolarmente segnata dalla crisi delle piccole medie imprese. Segnale di spia, i dati forniti dalla Caritas Ambrosiana, diocesi di Milano, relativi alle richieste di aiuto. Dati nei quali Cantù si evidenzia ai primi posti in quanto a povertà, più dello stesso capoluogo lombardo. L'ultimo rapporto, stilato in questi giorni con i dati dei centri d'ascolto di mezza Lombardia – dove arriva chi chiede un aiuto straordinario – lascia pochi margini alle interpretazioni. «Diminuiscono gli stranieri, aumentano gli italiani, le richieste di sussidi economici e generi alimentari – si legge nel rapporto – ai primi posti per domande di aiuto, appaiono i distretti produttivi della Brianza: Cantù, Seregno, Desio (legno e arredo), Vimercate (elettronica) e Monza. Poi vengono aree come Magenta, Saronno, Legnano, Busto Arsizio. Meno numerose le richieste e i beneficiari nel cuore metropolitano milanese».
«Sinora – dice Antonella Albarti, assistente sociale della Caritas Cantù – abbiamo ricevuto 174 richieste, da marzo 2009 a luglio 2010: una trentina di queste sono ancora in valutazione in Diocesi. Inoltre, un'altra ventina, per una questione di priorità, non sono rientrate nel fondo. Per il momento, l'iniziativa è in stand-by. Ma potrebbe essere rilanciata verso Natale». I contributi economici sono stati fondamentali. E probabilmente lo saranno ancora, per decine di famiglie in difficoltà. «Sono arrivati da noi i dipendenti delle aziende in crisi, i cassintegrati. Persino qualche lavoratore autonomo. Persone che fino a qualche anno fa non avrebbero pensato di rivolgersi alla Caritas. Sono state costrette a farlo dalla crisi». Ma perché Cantù più di Milano? La valutazione della Caritas cittadina è legata proprio alla tipicità del tessuto produttivo. «Il nostro parere – spiega Albarti – è che città come Cantù siano in maggiore difficoltà proprio per le crisi delle aziende. In centro Milano, le attività sono di un altro tipo».

m.butti

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