Sabato 02 Ottobre 2010

Per costruire le case
abbattono l'antica Regina

SALA COMACINA Case da una parte e case dall'altra per diverse migliaia di metri cubi nella gran parte dei casi con un indice di edificabilità di un metro cubo per metro quadrato, valori che per fortuna vengono banditi dai nuovi piani di governo del territorio. L'antica via Regina, quella dei Romani e della longobarda Teodolinda, viene presa d'assalto su più fronti senza che ci si accorga in quanto il tracciato, nella mitica cornice della Zoca de l'Oli, corre a monte rispetto alla statale 340 e ben pochi si premurano, a Sala Comacina, di imboccare la via degli Ulivi, raggiungere il piazzale del cimitero, parcheggiare l'auto e proseguire a piedi per vedere da vicino quello che c'è di nuovo. La fretta di chi attraversa la Tremezzina gioca a favore dei cementificatori e delle società immobiliari, così nel giro di pochi mesi le costruzioni sorgono come i funghi e quando le cose sono fatte è ben difficile fare passi indietro.
Ben pochi si sono accorti che sulla verticale della chiesa settecentesca di Sala nella posizione mozzafiato che sovrasta l'Isola Comacina, per costruire un complesso immobiliare di 985 metri cubi, tre piani, sempre con quell'indice di 1 a 1, è stato effettuato un grande scavo con asportazione di alcune migliaia di metri cubi di terreno tra roccia, sabbia e terra da coltivo. L'aspetto a dir poco allarmante della situazione è però rappresentato dalla completa demolizione di un tratto di almeno 30 metri dell'antica via dei Romani onde permettere il passaggio delle ruspe per l'effettuazione dello sventramento del colle. Dal momento che il tracciato pedonale della Regina, una chicca che meriterebbe d'essere maggiormente valorizzata, s'identifica con la «Greenway del Lario» l'interruzione del percorso ha imposto una deviazione con posa di cartelli a uso degli escursionisti, in gran parte stranieri, che vanno alla ricerca dell'eccellenza panoramica in un luogo che è riconosciuto tra i più belli d'Italia.
Tutto regolare?
In municipio a Sala Comacina dicono di sì in quanto vigono le norme del vecchio piano regolatore, seppur in presenza di un piccolo giallo che contraddistingue la connotazione del cantiere.
Nel momento in cui sono cominciati gli scavi i rappresentanti dell'associazione ambientalista «La cruna del lago» avevano denunciato l'assenza del cartello che per legge dovrebbe essere esposto fuori da ogni cantiere. In municipio sostengono che successivamente il cartello è stato collocato, ma è pur vero che nel momento in cui il cronista ha effettuato il sopralluogo di cartelli non c'era traccia. La richiesta di informazioni rivolta al sindaco Fiorenzo Bordoli ha comunque dato luogo alla immediata ricollocazione. Si legge che il permesso a costruire risale al 18 febbraio 2008 rilasciato al committente Lavedo Srl di via Dante 95 a Como su progetto del geometra Giovanni Botta. Poi le cose sono cambiate in quanto direttore dei lavori e coordinatore della progettazione è ora il perito edile Riccardo Biagini di Cerano Intelvi, esecutrice è l'impresa Lavedo Srl, calcolatore statico risulta essere l'ingegnere Celestino Pedrazzini di Sesto San Giovanni, l'entità dell'opera è di 700mila euro con fine lavori prevista per il 12 maggio 2011.
Il do ut des, dare per avere, a favore del comune ha valori ben precisi.
«Quel progetto ha origini lontane e è conforme a quanto previsto dal piano regolatore in più ci sono tutte le autorizzazioni da parte della commissione paesaggio e della sovrintendenza - dichiara il sindaco Fiorenzo Bordoli - lo scavo che ha interrotto l'antica via Regina verrà colmato con la costruzione di un tunnel atto a collegare il piazzale parcheggio, quindi la via degli Ulivi, con la costruenda casa di civile abitazione con previsione di 4 appartamenti. Il comune ha prescritto che il ripristino della via con le stesse originarie caratteristiche avvenga entro il 31 ottobre. Dalla realizzazione della casa sono derivati indubbi vantaggi rappresentati dalla acquisizione di due aree di parcheggio pubblico a monte e a valle della strada comunale con 7 preziosi stalli, più una sala civica polivalente del valore di 60mila euro, 2 box utilizzabili per i mezzi municipali, monetizzazioni per 26mila euro, corrispettivi per l'occupazione del suolo pubblico con il cantiere per 19mila euro, costi di costruzione per 34mila euro. Infine c'è da rilevare che il sedime in cemento armato dove verrà eretta la gru a opera finita passerà al comune e verrà utilizzato per la collocazione dei cassonetti dell'immondizia».

f.angelini

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