Giovedì 07 Ottobre 2010

Gran Bretagne: Bellagio
perde l'area del giardiino

BELLAGIO  Il comune rinuncia ad ogni pretesa sul giardino del Grande Bretagne. Negli anni scorsi la Grimit del gruppo Galbusera, che dovrebbe ristrutturare il grand hotel, si era vista scadere la concessione demaniale sul giardino e il Comune ne aveva approfittato riappropriandosi dell'area. La proprietà aveva chiesto la sospensiva al Tar senza ottenerla. La Grimit era finita sotto anche sulla proposta di spostare verso il lago la passeggiata. La giunta Barindelli però ha deciso di non coltivare le cause impostate finora con successo dai predecessori.
La scelta non è piaciuta alla minoranza di «Un futuro per Bellagio», il gruppo di continuità con la passata amministrazione, denuncia Natale Gandola, consigliere comunale della lista civica, che lamenta poca trasparenza in merito al Grande Bretagne in generale.
«Durante la campagna elettorale Barindelli ha più volte ripetuto che noi non avevamo dato modo alla minoranza di partecipare alla vita amministrativa, che la sua lista si sarebbe mossa in modo diverso - spiega Gandola -. Aveva garantito una presenza dei gruppi d'opposizione nelle commissioni. Si è quindi formata un'apposita commissione per il Grande Bretagne e noi non ne facciamo parte. Ci stupisce, anche perché si discuterà dell'area più importante di Bellagio».
«Non comprendiamo questa decisione, si era scelta una linea per fare pressione sulla famiglia Galbusera, proprietaria del grand hotel, davanti ad un progetto credibile avremmo rinunciato alle pretese sul giardino. Era una carta che l'amministrazione si riservava di giocare, approfittando del fatto che la proprietà aveva lasciato scadere la concessione».
Il sindaco di Bellagio Angelo Barindelli pensa che le critiche rivoltegli siano immeritate: «In merito all'argomento commissioni e rapporti con l'opposizione, credo di essermi comportato sempre correttamente. Ricordo che, in attuazione del nostro programma elettorale, nel corso di quest'anno abbiamo ripristinato le commissioni consultive, composte in maniera proporzionale da maggioranza ed opposizione, messo a disposizione un ufficio in comune per le minoranze e dato disposizioni agli impiegati di rilasciare a tutti i consiglieri, in tempo reale, le copie dei documenti. Esattamente il contrario di quello che accadeva in passato».
La commissione Grande Bretagne per Barindelli non sarebbe tale: «La delegazione che partecipa al tavolo di confronto sul Grande Bretagne con la Grimit non è una commissione ma un gruppo di lavoro costituito in attuazione del protocollo di intesa con la proprietà approvato dalla giunta nel 2000 e mai attuato. Negli anni scorsi, l'amministrazione si è preoccupata soprattutto di fare ostruzionismo contro la proprietà, impedendo, di fatto, il recupero dell'albergo. Il tentativo di soffiare alla Grimit la concessione del giardino antistante era un tentativo volto a bloccare qualsiasi progetto di ristrutturazione. Le delegazioni si sono incontrate più volte e prossimamente presenteranno precise proposte di intervento al Comune ed alla proprietà. Quelle proposte, come è nostra consuetudine, saranno sottoposte al vaglio delle commissioni viabilità turismo e lavori pubblici, prima di passarle alla giunta ed al consiglio comunale».

f.angelini

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