Martedì 02 Novembre 2010

Erba, la Lega accusa la giunta:
pronti al voto anticipato

ERBA Lega Nord in fibrillazione. Il segretario cittadino leghista Marco Coira è pronto a lasciare la maggioranza, e lancia una serie di pesanti accuse alla giunta Tili: si va dall'immobilismo all'incapacità.
I leghisti vorrebbe portare la città alle urne per eleggere una nuova amministrazione. La Lega non ha però i numeri, ma si dichiara disponibile a spalleggiare un eventuale scissione interna tra i sostenitori di Gianluca Rinaldin da una parte e di Giorgio Pozzi dall'altra, tra i vicini al coordinatore provinciale Alessio Butti e chi non può vedere il politico ex Alleanza nazionale. Pronti insomma a far saltare la giunta Tili.
«La città è alla deriva e da parte di sindaco e assessori la cantilena è sempre la medesima: non ci sono soldi – dice Marco Coira -. Il problema non è la mancanza di soldi ma l'incapacità di amministrare, ed ora ci sono anche le lotte interne tra chi vuole Butti e chi no. Intanto da due anni e mezzo si fa poco o nulla, il programma è fermo e gli accordi non vengono mantenuti. C'è un assoluto immobilismo della giunta erbese».
Coira fa alcuni esempi: «Noi eravamo contrari al cambio del dirigente del settore urbanistica, volevamo sistemare in modo amichevole la situazione di Antonella Rizzi e il suo reintegro tra i dipendenti, il culmine dell'assurdità ha riguardato il regolamento di polizia. Il documento è stato steso in accordo tra noi e loro, ma al momento del voto hanno lasciato l'aula, salvo poi approvarlo con piccole modifiche. Se non riesci a risolvere le cose piccole, come la verniciatura delle strisce pedonali, come puoi prendere delle decisioni importanti?».
Un altro esempio è decisamente recente: «Sul tribunale il vicesindaco Ghislanzoni dovendo accollarsi le spese della manutenzione ha chiesto aiuto a Butti, nonostante tra gli assessori di quest'amministrazione ci sia un onorevole, Erica Rivolta, che poteva portare le nostre richieste a Roma In giunta per altro siamo rappresentati blandamente, anche perché la Rivolta non può essere sempre presente, con gli impegni a Roma. Mi ero proposto io per il ruolo d'assessore, ma anche in questo caso è arrivato il veto di alcuni esponenti del Pdl».

f.angelini

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