Mercoledì 03 Novembre 2010

Cantù: senza l'allarme pandemia
snobbato il vaccino antinfluenzale

CANTU' L'influenza A/H1N1, quella così temuta e "pubblicizzata" la scorsa stagione, quest'anno tornerà a colpire in formato categoria minore, come virus stagionale. Ma siccome se ne parla poco o niente, la preoccupazione è ai minimi termini. A Cantù, la vendita dei vaccini influenzali è parecchio sottotono rispetto all'ultimo inverno. Tra i farmacisti, c'è chi quantifica il calo tra il 20 e il 30% in meno. Quasi tutti sono concordi nell'affermare che il motivo è dovuto proprio all'assenza della psicosi da pandemia, scomparsa dai media. Risultato: in città, la percezione di ammalarsi, se confrontata a dodici mesi fa, è crollata a picco.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato indicazioni di come preparare il vaccino, già in vendita anche nelle farmacie del territorio. Oppure, a disposizione negli ambulatori Asl e dai medici di base, a costo zero per chi ha almeno 65 anni o appartiene ad alcune particolari categorie di pazienti a rischio. Nel vaccino, gli scienziati hanno infilato antigeni di tre ceppi: il celebre ma oggi ignorato California A/H1N1, il Perth A/H3N2 – sempre di derivazione «A», destinato purtroppo a essere il trend dell'inverno – e il Brisbane 2008, diffuso un paio d'anni fa soprattutto nell'emisfero australe, ben lontano dalle nostre parti.
Nel caso di Cantù, i cartelli per la campagna antinfluenzale sono esposti fuori dalle farmacie. Ma le vendite dei vaccini sono in calo. «Per quanto mi riguarda – dice Giampiero Cesari, via Rienti – rispetto allo scorso anno, l'acquisto è al di sotto di un buon 20-30%. E, sicuramente, è dovuto al fatto che ci sia meno terrorismo psicologico. Le persone a contatto con il pubblico, da quanto posso notare, comunque non vi rinunciano. Il costo va dagli 8 agli 11 euro».  «Confermo quanto dice il mio collega, si vendono molti meno vaccini – riferiscono dalla farmacia della dottoressa Enrica Marelli, via per Alzate – e, nel nostro caso, si tratta essenzialmente di prescrizioni pediatriche». «L'anno scorso, con tutto il rumore che c'era stato per l'influenza – dice Giorgia Sansoni, largo Adua – di vaccini se n'erano venduti parecchi. Invece, per ora, abbiamo soltanto avuto richieste via pediatra. A fine novembre, faremo il punto definitivo. Comunque, sia io che i miei figli abbiamo preferito vaccinarci. Perché io posso lavorare senza prendere l'influenza. E i ragazzi, in questo modo, non perdono le lezioni». Tra i farmacisti interpellati, l'unico controcorrente è Francesco Sonvico, via Matteotti. «Tutto sommato – dice Sonvico – le vendite di questi giorni ricalcano quelle dell'anno scorso. Anzi: per quanto ci riguarda, a partire da quest'anno, c'è la possibilità di vaccinarsi direttamente all'interno della nostra farmacia. Giovedì 4, alle 18, sarà a disposizione un'infermiera per le iniezioni. E' meglio prenotarsi per questo servizio gratuito che vogliamo offrire. Ma il vaccino si può portare anche da un'altra farmacia: non è obbligatorio comprarlo da noi».
E sempre a proposito di come sia cambiato il timore per il virus, sarebbero da ricordare le scene viste lo scorso anno. Rotoli di carta nei centri commerciali per pulire i manici dei carrelli. Prodotti igienizzanti per le mani sentiti come indispensabile aggeggio da borsetta, un «must» per le cassiere. Soltanto un anno fa, erano direttamente le scuole a chiedere informazioni alle farmacie, per le precauzioni che avrebbero dovuto seguire le maestre. Tutto questo, ancora prima che il vaccino fosse disponibile.

l.barocco

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