Mercoledì 03 Novembre 2010

Il digitale parte da lago e valli
E in molti paesi scompare la Rai

MENAGGIO - L'era del digitale terrestre è partita anche in provincia di Como e molti utenti non vedono più nulla o quasi. Come accaduto anche altrove, inizialmente la rivoluzione che porta alla dismissione dei canali analogici non è risultata impeccabile.
Pochi vedevano tutti i canali, la maggior parte ne vedevano pochi e qualcuno, pur essendo dotato di decoder, addirittura nulla. A Porlezza centro i cittadini possono ritenersi fortunati: «Era parecchio che veniva annunciato il passaggio al digitale terrestre - afferma Piergiuseppe Mazza, che abita in via Calbiga - . Finalmente è arrivato e, per quanto mi riguarda, tutti i canali si sono visti subito in maniera nitida». Anche Paola Terza, che risiede in frazione  Tavordo, vede ancora bene la tivù: «Occorre sintonizzare di nuovo tutti i canali e familiarizzare con il decoder, ma mi pare che la ricezione sia complessivamente già buona». In frazione Begna, invece, nessuno vedeva i tre canali Rai, proprio come a Carlazzo: «Stamattina (ieri per chi legge) è stato un susseguirsi di tentativi di cercare e sintetizzare i canali - riferisce Armando Iob, consigliere comunale di minoranza - ma per quanto riguarda la Rai, nulla da fare. Lo stesso è accaduto per l'intero vicinato e, credo, per tutto il paese». Identica situazione a Corrido e in Val Cavargna: «Alcuni canali, anche se a fatica e in alcuni casi a intermittenza, si vedono - riferisce il sindaco di Corrido, Sauro Vable - mentre la Rai è totalmente oscurata». Per la Valle è emblematico l'intervento del primo cittadino di San Bartolomeo, Moreno Bonardi: «Ho chiesto a più cittadini e tutti non vedevano i canali Rai. Per il resto il segnale è più o meno buono. Si tratta del primo giorno e credo che un fase di assestamento possa essere accettabile». Ben più critica la situazione a Bene Lario: «A casa mia abbiano la parabola di Sky e siamo riusciti a sintonizzarci su tutti i canali - dice Monica Caneva - ma per la gran parte dei miei compaesani non ha visto più nulla. E'successo anche a mia madre, che verso le 11 del mattino non ha più ricevuto alcun canale, pur essendo dotata di televisore con decoder incorporato». Segnale più convincente nel confinante Comune di Grandola: «La ricezione è migliorata col trascorrere della giornata - comunica Giovanni Del Fante, che abita nella parte basa del paese -. Non siamo alla perfezione, ma per essere il primo giorno si può essere soddisfatti». Anche a Menaggio non si può dire che le cose siano andate per il meglio: «I canali Rai sono scomparsi - è la dichiarazione di Claudio Casartelli, parrucchiere con attività nei pressi dell'incrocio semaforico -. Per il resto, anche se in maniera non proprio nitida, si è riusciti a vedere qualcosa». Rai vietata pure a San Siro, dove parecchi utenti hanno faticato a ritritare anche gli altri canali: «Dalla tarda mattinata - afferma Giuseppina Pini - pur essendo dotata di televisore con decoder incorporato sono riuscita a ritrovare solo Rete 4 e poco più». In Alto Lario la dismissione del segnale analogico sarebbe annunciata per oggi, ma il disagio è stato anticipato a ieri in più casi. Qualche esempio? A Vercana molti utenti, nonostante si siano dotati già da tempo di decoder, non vedevano più alcun canale e così è accaduto anche in Valle Albano: «A casa mia c'è un segnale variabile addirittura da locale a locale - interviene il sindaco di Garzeno, Marco Braga - . Su una tivù la ricezione arriva al 70%, su un'altra solo al 40%. Ma ho saputo di compaesani che non riescono più a vedere assolutamente nulla. E' auspicabile che si tratti di una fase di messa a punto e che tutti i problemi si possano risolvere nel giro di qualche giorno. In Alto Lario, purtroppo, siamo abituati a rivestire il ruolo di periferia trascurata e non vorremmo che anche con la tivù succedesse quello che in molti Comuni sta accadendo, per esempio, con internet: a Garzeno il collegamento è a dir poco latitante e se ora dovessimo rinunciare anche alla televisione, torneremmo indietro di sessant'anni. Se così fosse - aggiunge Braga - si tratterebbe di una situazione inaccettabile e come amministrazione locale non staremmo certo con le mani in mano».
Gianpiero Riva

p.berra

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