Lunedì 08 Novembre 2010

Platini a Borgonovo
" Sei tu il campione"

GIUSSANO L'ironia di Platini e le battute di Borgonovo. Il presidente dell'Uefa ha gestito con naturalezza e simpatia l'incontro con l'ex calciatore del Como colpito Sla. Quanti ricordi, contro la Juventus di Michel. E viceversa.
 
Eppure non deve essere stato facile per l'ex stella bianconera salire gli ultimi gradini che portavano a casa Borgonovo. Per vedere Stefano immobilizzato a letto, circondato da "strani" macchinari, e in grado di comunicare con un computer speciale.


Accompagnato da Umberto Gandini, direttore organizzativo del Milan, Michel Platini è entrato nella camera-salotto che ospita Stefano.
Una voce metallica: «Grazie per essere qui». E' il computer che parla, traduce in voce le lettere che Borgonovo fissa sul video tramite un sistema oculare. Gli spieghiamo che grazie alla tecnologia i malati Sla riescono a comunicare.


Platini è sorpreso: «Stefano mi manda spesso delle mail, non pensavo che potesse scrivere direttamente il testo».
E' sempre via mail Stefano aveva invitato Platini a casa sua, per parlare di Sla e degli obiettivi della Fondazione creata con la moglie Chantal. Michel non si era tirato indietro, nonostante i numerosi impegni. «Andrò a vedere Milan-Real Madrid, prima della partita verrò a trovarti». Un impegno preso due mesi fa e rispettato.


Rotto il ghiaccio, Stefano e Michel hanno iniziato una gara di ricordi. Si parla del Sinigaglia. E Platini? «Sinigaglia?». E' lo stadio del Como. «Non lo sapevo...». Poi il Borgo parla delle tante battaglie Como-Juventus.


E Stefano ricorda di una Juve eliminata negli ottavi dal Como in Coppa Italia (1985). Passata alla storia, per essere stata giocata al Sinigaglia - all'andata-  sotto la neve con un pallone rosso e vinta dagli azzurri 1-0. «Segnò Corneliusson», scrive il Borgo. Michel: «Ma chi è Corneliusson?».
Nel ritorno, a Torino, il Como strappò il pari. Dopo il gol di Bonini... «autorete di Brio» ricorda Stefano. Platini è impressionato dalla memoria di Stefano: «Che piedacci. Brio poteva fare solo autogol. Ma Stefano, ricordi tutto, mi arrendo!».
Juve eliminata, con Platini a riposo per la Champions e Pacione titolare. «Quanti gol ha sbagliato Pacione con il Barcellona...».


Ma anche in campionato la Juve ha sofferto sempre il Como. Domandiamo a Michel: chi la marcava? Platini si concentra. Silenzio. Spariamo un nome: Pasquale Bruno. «No, cavallo marca cavallo, Bruno era su Boniek». Riproviamo: Fusi? Interviene il Borgo: «Esatto». 


E qui Platini svela. «Fusi? Me lo ricordo bene nella Sampdoria. Stavo volando tutto solo versa la porta, avrò avuto dieci metri di vantaggio, in tre secondi Fusi mi riprese soffiandomi la palla. In quel momento ho deciso che era arrivato il momento di smettere con il calcio...».
 
Ed ecco ora Platini capo dell'Uefa. Borgo gli domanda come si svolge il suo lavoro. «Io voglio difendere il gioco più bello del mondo. Il problema è quello che gli ruota intorno. Troppi interessi economici rischiano di farlo saltare in aria. In Inghilterra russi e sceicchi comprano squadre ad occhi chiusi. I prezzi e gli ingaggi dei calciatori continuano ad aumentare. Ma due milioni all'anno di stipendio mi sembrano già una follia. Per questo punto sul fair play finanziario. Per non far morire il calcio». 


Stefano ascolta attento, poi scrive: «Parole giuste, si vede che ami il calcio». Si parla anche di Sla. Stefano vorrebbe aiutare anche le famiglie francesi. Platini sorride: «Sei un vero campione. ti aiuterò a combattere la Sla». Platini deve andare, in serata vedrà Milan- Real. «Per chi tiferò? Per nessuno, sono presidente Uefa. Tifo solo Juventus...».
Come Borgonovo.


Riccardo Bianchi

n.nenci

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