Venerdì 05 Novembre 2010

Cantù, negozi da difendere
<Non potete ignorarci>

CANTU' «Se nel nuovo piano di governo del territorio non troverà posto la difesa del commercio tradizionale, vorrà dire che restituiremo le nostre licenze al sindaco». Una provocazione forte, quella di Ruggero Spinelli, presidente cittadino di Confcommercio, che nasce da una preoccupazione reale. Quella per lo stato di salute dei negozi canturini, che si trovano a fronteggiare crisi economica, contrazione dei consumi e il fiorire di strutture di medie dimensioni che s'aggiungono ai due centri commerciali esistenti. Senza contare, accusa il capogruppo del Partito democratico Vittorio Spinelli, «la vera e propria sistematica distruzione del centro, privato di qualsiasi connotazione sociale prima ancora che dell'attrattiva commerciale».
Quadro a tinte parecchio fosche. Ma la preoccupazione pare diffusa e bipartisan. Tanto che a riportarla alla ribalta è stato il deputato leghista Nicola Molteni, commissario cittadino del Carroccio, svelando i contenuti di un documento di analisi della bozza di pgt redatta dal gruppo consiliare padano per consegnarla al sindaco Tiziana Sala. Documento nel quale si evidenzia, appunto, la necessità di non contemplare un' ulteriore diffusione delle strutture commerciali di medie dimensioni, (fino a 2.500 mq), perché, ha ribadito Molteni «i negozi di vicinato sono stati già abbastanza tartassati». Strutture, queste, che oggi possono venire aperte senza che il Comune debba dare il proprio assenso. «Sono pienamente d'accordo con quanto evidenzia Nicola Molteni – dice Ruggero Spinelli – ma credo che la tutela di questi negozi dovesse essere attuata molto tempo fa. Per anni abbiamo chiesto un regolamento comunale che normasse l'apertura delle medie strutture, per attuarla in maniera ragionevole e ragionata, dopo aver effettuato uno studio serio del tessuto canturino. Ma non è mai arrivato». Questione spinosa, visto che l'altra metà della maggioranza, il Pdl, nei 15 punti dei quali chiede il recepimento nel pgt, elenca proprio la possibilità di prevedere medie strutture di vendita «su strade a consolidata vocazione commerciale». «Nicola Molteni – puntualizza il capogruppo pidiellino Ciro Cofrancesco – probabilmente non ha letto bene i nostri punti. Non abbiamo mai chiesto di aprire nuovi centri commerciali, ma solo di applicare ciò che oggi la legge già permette».

m.butti

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