Sabato 20 Novembre 2010

All'ospedale di Mariano
un piano è già pronto

MARIANO - La prima parte del cantiere è andata in porto e si fa concreta la speranza di riuscire a chiuderlo del tutto entro la fine dell'anno prossimo, un po' in anticipo rispetto alle prime previsioni. Cantiere che sta regalando un nuovo aspetto e soprattutto nuova efficienza all'ospedale Felice Villa, e in particolare alla palazzina principale, la palazzina A. Mentre si resta in attesa che nuove altrettanto buone arrivino sul fronte del secondo intervento in programma, il famigerato blocco B, chiuso da anni, da la realizzazione del terzo piano portò irreparabili danni strutturali e venne interdetto al pubblico. Sembrava che la strada fosse spianata, con l'assegnazione dei 6 milioni e 700mila euro necessari per riaprirlo. Ma al momento all'arrivo di quel gruzzolo, a Roma è stato messo un freno. «Quel finanziamento - ha sottolineato venerdì il direttore generale dell'azienda ospedaliera Sant'Anna Andrea Mentasti - non è stato annullato, ma solo sospeso. E in verità, se anche avessimo a disposizione ora l'intera cifra, non potremmo comunque iniziare l'intervento finché non sarà terminato quello ora in atto, visto che l'area di cantiere è unica. Se questi fondi verranno sbloccati tra qualche mese, non avremo particolari problemi per l'esecuzione delle opere. Sono ottimista».
Intanto, martedì, in via Isonzo è stato di fatto presentato ufficialmente il primo reparto dove sono conclusi i lavori che hanno preso il via nei mesi scorsi. Progetto, questo, da 3 milioni e 400mila euro, sempre arrivati dallo Stato, portato avanti da Infrastrutture Lombarde, e che sta cambiando non poco il volto del Villa, mettendo mano agli aspetti legati all'impiantistica, all'isolamento delle finestre, al rifacimento delle finiture, la sostituzione degli ascensori. E ovviamente le camere di degenza: nuove di zecca, dotate di servizi, dalle pareti tinte di verde.
Un intervento che oltre a riqualificare gli spazi a disposizione dei pazienti e del personale permetterà anche di ampliare l'operatività della struttura, visto che, come rimarcato dallo stesso Mentasti, una volta terminato permetterà di rendere operativa una trentina di letti oggi solo accreditati, passando così da 56 a 96. Il bacino d'utenza d'altronde è piuttosto ampio «e la capacità di assorbimento altissima».
Lo dicono le cifre: negli ambulatori passano annualmente oltre 5.500 persone, il reparto di riabilitazione cardiorespiratoria Paola Giancola è punto di riferimento territoriale per i malati di Sla - 45 quelli attualmente seguiti, in ospedale e a domicilio - e quello di medicina neuromotoria accoglie pazienti con gravi cerebro lesioni acquisite in arrivo anche da Como e da Lecco. Proprio questi due reparti saranno i primi a poter entrare nel piano rialzato rimesso a nuovo, e il trasloco comincerà già nel corso della prossima settimana, portando qui i 14 letti del Giancola e i 14 di medicina, che poi ne avrà 28 anche al secondo, pronto e operativo per gennaio.
Come chiarito fin dall'apertura dei lavori, si cercherà di ridurre al minimo i disagi per i malati, trasferendo di volta in volta reparti e ambulatori negli spazi via via completi. L'obiettivo è terminare gli altri due piani per la fine dell'anno prossimo, e non per il 2012 come inizialmente stimato. «Tra un anno - l'auspicio di Mentasti - potremo ritrovarci qui per visitare l'intera palazzina conclusa». Il che, come confermato, coinciderà anche con il ritorno al Villa dell'Hospice il Mantello, che in febbraio è stato spostato al Sant'Antonio Abate a Cantù per l'incompatibilità con il cantiere. E che da 8 posti letto passerà a 10.

f.cavagna

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