Mercoledì 01 Dicembre 2010

I 100 anni del Cantù calcio:
un libro e serata di festa

CANTU' - Si è respirata un'aria particolare lunedì nella sala «Zampese» della Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù: passione per il calcio e amarcord si sono fusi e hanno accompagnato il pubblico giunto alla presentazione del libro «Palla al Calcio - Cent'anni di gol nella città dei canestri».
Chi si aspettava una serata all'insegna esclusivamente di temi sportivi ha scoperto che il volume scritto da Giacomo Fasola e Francesco Moscatelli, presentato dal giornalista Guglielmo De Vita, è uno spaccato dell'ultimo secolo della nostra città, arricchito da fotografie d'epoca che rappresentano autentiche chicche.
La serata si è snodata con una prima mezz'ora di interventi istituzionali, dall'attuale presidente del Cantù, Edgardo Arosio, all'onorevole Nicola Molteni, dal presidente della Cassa Rurale, Angelo Porro a Pierluigi Marzorati. La serata è entrata nel vivo nel momento della presentazione del libro quando è stato affrontato il tema della "passione per il calcio", il sentimento che per decenni, a partire dagli inizi del secolo, ha animato i calciatori che hanno vestito la maglia (quasi sempre) granata del Cantù. Giocare per soldi non poteva essere certo l'obiettivo di chi si è esibito in palcoscenici raramente prestigiosi: anche se risultati significati sono stati comunque raggiunti come negli anni 70, con la Mobil Girgi e con il Cantù dei giorni nostri, con la disputa di campionati di serie D.
L'incontro è stato arricchito da momenti particolari come la telefonata in diretta di un grande del calcio italiano, Gianfranco Matteoli, scudettato con l'Inter dei record del Trap ma che ha mosso i suoi primi passi sul campo di via Milano. Matteoli era giunto a Cantù dalla sua Sardegna quando aveva 15 anni e quella esperienza lo aveva fatto maturare oltre a metterlo in mostra, permettendogli di essere addocchiato dagli osservatori del Como che lo portarono in riva al Lario dove esordì in serie A. «Pur di giocare, un sabato pomeriggio mi feci a piedi sotto la neve da Mariano Comese dove andavo a scuola al campo di via Milano» è stato solo uno degli episodi narrati. A proposito di narrazioni, un attore, Davide Marranchelli, vestito da calciatore con la divisa del Cantù, ha letto brani tratti dal libro particolarmente significativi come il ricordo di Federico Lietti, padre di Carluccio Lietti (cantore delle gesta della Pallacanestro Cantù), primo calciatore canturino ad aver giocato in serie A.
Tutti gli interventi hanno comunque avuto un filo conduttore, il riconoscimento della figura dello storico presidente Pietro Frigerio come autentico artefice della rinascita del calcio a Cantù.

l.barocco

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