Cabiate, l'accusa del sindaco:
"Lo Stato lucra con i mutui"

Maurizio Brenna: "I tassi della Cassa depositi e prestiti di Roma non sono comunque vantaggiosi. Per questo voglio organizzare un bando aperto agli istituti di credito per rinegoziare con loro i nostri mutui, in modo tale da abbandonare la Cassa Depositi e Prestit, pagando una ingiusta penale"

CABIATE «Lo Stato lucra sulle nostre risorse e questa cosa mi rende letteralmente furioso». Parole pesanti quelle del sindaco Maurizio Brenna, primo cittadino dai toni notoriamente pacati, che evidentemente in questa circostanza proprio non ci sta a subire in silenzio quella che pensa sia «una profonda scorrettezza». La questione sembrerebbe puramente finanziaria e invece dietro c'è altro, ovvero il differente comportamento tra Stato e privato sulla rinegoziazione dei mutui.
«Ogni due anni – spiega il sindaco – la Cassa Depositi e prestiti di Roma ci concede la possibilità di rinegoziare i prestiti contratti con mutui che per i comuni prevedono un tasso fisso del 7% contro il 3,8-4% del mercato». Il consiglio comunale ha approvato la “manovra” con la quale il municipio di via Grandi andrà a rinegoziare un milione e 200 mila euro di mutui con scadenze tra i 5 e i 10 anni, con il nuovo tasso del 5,5% risparmiando così 140 mila euro di interessi passivi annui per 10 anni. «Con questa operazione – prosegue Brenna – il saldo finale sarà favorevole al comune nonostante si debba prolungare la scadenza del prestito di qualche anno, ma personalmente non sono soddisfatto perché questa è la dimostrazione che lo Stato specula anche sui tassi dei prestiti che fa ai comuni e quindi sulle risorse dei cittadini, tenendoli più alti di quelli offerti dalla banche».
Per questo il sindaco ha pronta una contromossa: «Voglio organizzare un bando aperto agli istituti di credito per rinegoziare con loro i nostri mutui, anche se per lasciare la Cassa Depositi e Prestiti dovremo saldare quanto dovuto oltre alle penali e questa è un'ulteriore ingiustizia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA