Giovedì 16 Dicembre 2010

Gli ori longobardi
alla Villa reale

Monza - Si dice che i collezionisti siano molto gelosi delle loro collezioni. Le conservino in luoghi sicuri, pronti a mostrarle solo ad occhi fidati. Luigi Rovati, fondatore e presidente di Rottafarm-Madaus sfata questa diceria.
Lo fa mettendo in mostra la sua collezione privata di lamine e croci auree di epoca longobarda e bizantina. Una mostra suggestiva che ha scelto un luogo altrettanto suggestivo e inusuale: la cappella di corte di Villa reale.

“Petala aurea” è la mostra che terrà compagnia ai monzesi (e non solo) per tutto il periodo delle feste. Fino al 16 gennaio sarà possibile lasciarsi incantare dalla bellezza di sottili lamine d'oro, una quindicina di croci di ottima fattura da ammirare anche sotto la lente di ingrandimento (che verrà messa a disposizione sul posto) per apprezzarne tutti i più piccoli dettagli. I riflessi di preziosi petali d'oro illuminano dunque per il prossimo mese la cappella di corte di Villa reale .
Il materiale esposto, selezionato dal curatore Marco Meneguzzo e studiato da Marco Sannazaro e Caterina Giostra, docenti di archeologia medievale all'università cattolica di Milano, comprende 47 reperti.

Accanto alle crocette di tipologia longobarda compaiono brattee dalle forme più diverse: dal cavallo al pesce che non trovano riscontro nel panorama dell'oreficeria altomedievale finora noto.
“Se le crocette venivano sicuramente impiegate su sudari e veli funebri-spiega Sannazaro-le brattee potevano decorare manufatti in legno, osso o avorio, o il cuoio di cinture e borse. Un'altra applicazione poteva essere quella dell'ornamento di abiti da cerimonia”.
La mostra che, con tutta probabilità, parte da Monza per un tour italiano, sarà anche l'occasione per uno studio più approfondito sull'intera collezione da parte degli studenti dell'Università Cattolica, che la visiteranno con i loro docenti.

«È per me un privilegio e una gioia quello di poter condividere con la città di Monza questa mia collezione - spiega Luigi Rovati - che, oltre ad un alto valore storico, ha per me un altrettanto grande valore affettivo. Attraverso questi piccoli oggetti custoditi gelosamente sino ad oggi, ho potuto comprendere e apprezzare il legame affascinante che lega storia e arte”.
«Siamo davvero onorati e orgogliosi di poter presentare a Monza, in assoluta anteprima, - commentano il sindaco e l'assessore alla cultura Alfonso Di Lio - una mostra d'eccezionale interesse culturale e di grande valore artistico”.
Rosella Redaelli

a.sanvito

© riproduzione riservata