Sabato 18 Dicembre 2010

Cantù, internet gratuito
Adesso spunta un filtro

CANTU' Connessione senza filtro? Macché, neanche all'aperto. Assaporata brevemente l'illusione per chi già si pregustava una navigazione un po' sopra le righe a spese di piazza Parini, oggi arriva il dietrofront. E i paletti che prima, a precisa domanda in merito, non si scorgevano all'orizzonte, adesso sbucano. Non troppo stretti, però, tanto che il navigatore non proprio alle prime armi, tutto sommato non si vedrà tarpate le ali. Sabato viene inaugurato  il servizio di wi-fi gratuito in piazza Garibaldi, ovvero la possibilità di navigare nel web senza costi e, appunto, senza fili. Facile accedere: basterà collegarsi al sito provider, che comparirà come rete disponibile sul proprio computer o smartphone, ed effettuare la registrazione fornendo i dati anagrafici e un numero di cellulare valido, sul quale, entro cinque minuti, si riceverà un sms contenente il codice di navigazione da inserire. Limite di navigazione, un'ora e mezza.
Sui contenuti, invece, pareva si fosse di manica larga, perché, come spiegato alla presentazione del progetto, in base al decreto Pisanu l'identificazione iniziale obbligatoria basta a rendere poi possibile risalire a un utente che abbia commesso un uso improprio del servizio. Come succede a ognuno nell'ambito della propria navigazione casalinga, in pratica. Tanto da far ipotizzare, un po' provocatoriamente, che qualcuno si sarebbe potuto divertire a visitare siti audaci con la connessione comunale. E il Comune, ora, ci mette una pezza. «in realtà – spiega Marco Olmi, responsabile dei servizi informativi di Saga, la società esterna che si occupa dei progetti informativi per il Comune – abbiamo provveduto a installare un content filter che impedisce l'accesso a siti ritenuti offensivi». Ovvero, cercando di accedere ai siti che rientrano in determinate categorie riconosciute a livello internazionale – scommesse, droghe, intolleranza, nudismo, filesharing, peer2peer, pornografia, violenza, armi – si viene reindirizzati ad una pagina che avvisa l'utente del blocco e spiega come riprendere la normale navigazione. «Si tratta di un filtro comunque tutto sommato blando – prosegue – efficace per evitare l'accesso a siti che in maniera evidente, spesso fin dall'indirizzo, richiamando argomenti inadatti. Ma non eccessivamente invasivo». Anche perché il rischio, altrimenti, sarebbe finire col mettere l'embargo anche a siti tutto sommato innocui o ai social network.

m.butti

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