Domenica 19 Dicembre 2010

Cantù: libro sui 100 anni
del collegio De Amicis

CANTU' Un libro, un appello. In parte indiretto, comunque teso al dialogo con il comune di Cantù, lanciato dal collegio De Amicis, impegnato da cento anni a traghettare valori educativi. Patrimonio culturale e non solo, che oggi non si vorrebbe disperdere, ma semmai rilanciare per il futuro, portato avanti con coraggio dalla cooperativa degli ex alunni, impegnata a gestire la scuola che fu arcivescovile. Lassù, in cima alla collina con vista sulla città, in via Enrico Brambilla. «Mi auguro che soprattutto la città di Cantù - le parole del professor Giuseppe Terraneo, che della cooperativa è il presidente - possano contribuire a far conoscere a tutti il patrimonio della nostra scuola». Scientifico, ad esempio, come il museo conservato nei sotterranei della scuola. Ma c'è anche dell'altro.
«Il libro del De Amicis. Storia del Collegio Arcivescovile di Cantù», voluto dall'associazione ex alunni, scritto da Gabriele Maspero - 32enne laureato in storia - nell'anno del centenario diffonde il messaggio di una tradizione da mantenere. Nonché di uno stabile da salvaguardare dalle bramosie immobiliari. Ieri, nell'auditorio del collegio, la presentazione del volume, in vendita a 35 euro nelle librerie di Cantù: 142 pagine ricche di storia, aneddoti e foto. «E' importante che il libro - scrive nell'introduzione Gabriele Maspero - penda dagli scaffali delle librerie dei canturini, per mostrare un orgoglio culturale e morale cittadino. Non da ultimo, che capiti nelle mani dell'immobiliarista tentato di stravolgere un secolo di storia». Nelle pagine, anche le poesie di Miristela, lo pseudonimo con cui si firma Innocenzo Marelli. Tra queste, «Mala tempora currunt», dove si accenna ad un'operazione immobiliare, un fatto di cronaca del recente passato. Nella fiction poetica, gli immobiliaristi vengono strigliati da monsignor Gianni Fontana, assistente spirituale del collegio.
«Qualche anno fa si è respirata aria tragica - aggiunge Maspero - oggi la scuola va avanti con coraggio. Ma la collina resta appetibile da un punto di vista immobiliare. Se il comune ci mettesse una decisione politica vera, e tentasse di aiutare questo gruppo di ex alunni coraggiosi, potrebbe senz'altro esserci un rilancio pubblico». Rassicurazioni di carattere generale sono giunte dal vicesindaco Massimo Cappelletti (era assente il sindaco Tiziana Sala): «La città di Cantù starà veramente attenta anche a quello che sarà il futuro del De Amicis».

l.barocco

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