Domenica 19 Dicembre 2010

Dal Belgio alla Bassa
maxi traffico di droga

TURATE È cominciato tutto con mezzo chilo di cocaina consegnato a Turate a un cittadino albanese. A ridosso dello svincolo dell'A9 i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Como avevano intercettato un carico di droga, nascosto nel copertone della ruota di scorta di un'auto. A spedire lo stupefacente sei albanesi gestori di un night in Belgio. Proprio dal blitz della polizia belga, scattato su richiesta della direzione antimafia di Milano dopo l'intervento a Turate, ha permesso di alzare il velo su un'organizzazione criminale capace di tessere una fittissima rete di traffici clandestini di eroina, cocaina e marijuana.
Gli accertamenti sull'albanese di Turate, su altri viaggi sospetti verso Olgiate Comasco e soprattutto Guanzate, dove operava Nicol Zivanaj, 44 anni, finito nei guai nel primo blitz dei finanzieri e uno degli uomini da cui è poi partita l'indagine conclusa in questi giorni, hanno consentito di scoprire inquietanti alleanze tra gruppi albanesi e la criminalità organizzata calabrese, in particolare alcuni presunti esponenti della 'ndrangheta, attivi alle porte di Milano, e arrestati la scorsa estate nel blitz antimafia del pm Boccassini.
Davvero intricata la mappa dei traffici disegnata, nell'inchiesta, dagli uomini della tributaria comasca. Una mappa che tocca non solo l'Italia, ma anche Svizzera, Belgio, Olanda, Slovenia, Albania, Spagna, Macedonia e Austria.
La cocaina partiva dal nord Europa ed entrava in Italia soprattutto attraverso il Brennero e il Frejus, ma gli inquirenti hanno trovato tracce di passaggi attraverso il valico di Ponte Chiasso. La droga, poi, finiva soprattutto nel nord Italia: Milano, l'hinterland, il Lodigiano e la Bassa Comasca.
Dalla Spagna arrivava marijuana, ma anche cocaina, nascosta a bordo dei Tir guidati da conniventi autisti greci. Si imbarcavano sul traghetto a Barcellona, approdavano a Civitavecchia e in qualche autogrill avveniva il passaggio di consegna dei carichi di droga, quasi interamente destinati per la Lombardia, mercato comasco incluso.
L'eroina, invece, arrivava in Italia dalla Slovenia. Eroina pericolosa, in quanto raffinata impropriamente e con un principio attivo potenzialmente letale per gli assuntori. I macedoni protagonisti di questo traffico avevano il loro quartiere generale a Vienna. Una vera e propria globalizzazione del crimine: albanesi, alleati a macedoni, con magazzini strapieni di droga in Slovenia, pronti a utilizzare camionisti greci per effettuare consegne anche a criminali calabresi.
Alla fine dell'indagine i finanzieri hanno arrestato 29 persone, ne hanno denunciate undici e hanno sequestrato 56 chili di droga. E, nello specifico: 15 di cocaina, 31 di eroina e una decina di marijuana.
Al termine dell'inchiesta le fiamme gialle lariane hanno anche sequestro ben due autoarticolati, utilizzati per il trasporto della droga, sette auto, 20mila euro in contanti, numerosissimi telefoni cellulari.

f.angelini

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